Sit in davanti al Comune e manifestazione a Bari: gli studenti bitontini contro la Gelmini
Il pomeriggio è dolce, un sole leggero illumina il cielo e la terra. L’aria che si respira, davanti a Palazzo di Città, è tutt’altro che dolce, però. Amara, ecco.
L’onda lunga capitolina è giunta fin qui. Striscioni vari penzolano dalle inferriate del giardino del comune. “La scuola è un bene pubblico: difendiamola”. “Il liceo dice No alla Gelmini”. Le scritte. Ma, più efficace di tutti, un piccolo manifesto funebre, che notifica a tutti il decesso dell’istituzione scolastica.
Il cuore di Corso Vittorio Emanuele pulsa di studenti, senza distinzione di istituto. E questa è la novità più importante. Distribuiscono volantini, si alternano alla postazione sotto il gazebo bianco per gridare a tutti il loro disappunto. Si vede pure qualche docente. Nel mirino c’è lei, Maria Stella Gelmini, la ministra che, coadiuvata dal collega Tremonti, ha individuato nella scuola il male del Paese. Come se in questo Paese tutto il resto andasse a gonfie vele e fosse perfetto…
Il suo disegno è diventato legge. “Ora, il nostro intento è dimostrare che siamo forti e che bisognerà andare al referendum abrogativo”, comincia ad illustrare il programma degli studenti Mohamed. “Nessuno, finora – continua –, era riuscito ad organizzare una manifestazione di pomeriggio e noi ce l’abbiamo fatta. È troppo comodo fare sciopero la mattina, quando, poi, tutti fanno un po’ quel che gli pare, mentre è più difficile riunirsi e manifestare nel pomeriggio. Noi, stamattina, siamo entrati a scuola perché non volevamo vanificare il sacrificio dei nostri professori”.
“Eppoi perché non siamo bamboccioni o facinorosi – sottolinea Vincenzo –, vogliamo soltanto studiare e difendere la nostra scuola. Ed è la prima volta che si riuniscono tutti i rappresentanti di tutte le scuole superiori cittadine, superando steccati e divisioni. Ieri, noi del professionale abbiamo stilato un documento, nel quale definivamo il decreto Gelmini e la legge finanziaria "atti lesivi per il diritto allo studio di ciacun studente" e abbiamo espresso la nostra solidarietà a tutto il personale scolastico universitario”.
Riprende Mohamed: “Spontaneamente ci siamo presentati alla riunione di docenti e genitori alla Scuola “Cassano” proprio perché siamo vicini ai sacrifici dei nostri professori, qui ne va il destino di tutti coloro che vivono nella scuola pubblica. Non c’è alcuna strumentalizzazione politica, non è una manifestazione contro il Popolo della Libertà, ma contro la ormai legge Gelmini e, peggio, la "Tremonti" e i provvedimenti sulla Sanità, che nascondono lo sfascio per l’istituzione scolastica”.
“Può scriverlo pure – si raccomanda Fabio –: noi non siamo diciamo così “coloriti” come i protagonisti del Sessantotto, pensi che abbiamo persino rimproverato alcuni nostri colleghi che si dilettavano con innocui petardi”.
Eppoi chiudono all’unisono: “Siamo giovani del Duemilaotto con uno spirito critico ed una coscienza profonda del nostro ruolo. Non è un caso che, grazie anche a due treni messici a disposizione dalla Ferrovia del Nord barese, domani oggi per chi legge, ndr) saremo a Bari per coordinarci con il movimento del capoluogo e compattarci ancora di più”.
Chissà come finirà questa battaglia fra ideali sinceri (almeno per quel che riguarda i ragazzi che abbiamo intervistato) e mentalità inutilmente (almeno in questo caso) aziendalistica. Di certo, la solidarietà fra docenti e discenti – anticamera di un maggiore rispetto di questi ultimi verso i primi? – è un dato positivo da cui ripartire per guardare ad un futuro migliore in aule spesso fatiscenti e plessi a dir poco ruinanti…
Commenti
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Perché pensano di far passare la protesta come un qualcosa di ‘a’partitico?? Se a fomentarla ci sono insegnati di sinistra e di estrema sinistra?? Questi possono prendere in giro, alcuni anche ricattare, tanti ragazzi, ma chi ha qualche capello bianco (anche se tinto) mi spiace no!!. Vorrei che i ragazzi leggessero, anche superficialmente, la legge Gelmini ed anche quella che riguarda il ridimensionamento delle Università. Non si possono manipolare così i ragazzi!! È vergognoso!
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micot ha centrato il problema! Tutto ma la carta della focaccia proprio no! A Milano hanno fatto lezione a Piazza Duomo. Era una protesta. Se continua questa politica dei tagli indiscriminati mi sa che la Sig.ra Maione per fare l’insegnante e far studiare i ragazzi dovra’ portare davvero qualche sgabello sul sagrato della Cattedrale di Bitonto. Oppure persone sensibili come micot possono mettere a disposizione casa loro. In cambio mai piu’ focaccia per strada, promesso!
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E’ proprio questo il punto, Michele. Con meno risorse, meno tempo scuola, meno possibilità di innovazione, il percorso educativo (già così complesso, soprattutto per chi opera in realtà depauperate come la nostra) diventerà una corsa ad ostacoli, una scommessa perrsa in partenza. E il nostro Paese non può permettersi il lusso di restare “una carta sporca”!
Grazie di avere sentito il bisogno di parlare di scuola. Questo è già un buon inizio. Ornella Maione -
Lo slogan degli studenti “la vostra crisi non la paghiamo noi”, fa intendere che l’analisi dei giovani non è poi così approssimativa, i giovani più sensibili hanno capito che è un grande imbroglio che ricadrà sulle loro spalle e si mobilitano nei modi che conoscono meglio. E allora ben venga l’insegnante di “sinistra” che si impegna a formare persone pensanti, perchè una comunità scolastica estranea al sistema politico non serve all’umanità è inutile!
Ippolita -
Solo oggi leggo i commenti al post del 31 ottobre. Cara Ornella, prima di tutto è mia abitudine firmare tutto ciò che asserisco con il mio nome, al quale ho anche aggiunto la mia data di nascita, o ti serve anche il mio indirizzo?? Cmq Ornella ci conosciamo bene. Mi spiace che una donna intelligente come te si lasci trasportare dalla consueta critica: … Berlusconi addirittura peggio di Saddam… (continua)
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E poi hai fatto come i salmi, che finiscono tutti in gloria, e quindi qualunque discorso finisce con quel malefico di Berlusconi.
Ma si parlava di scuola. Sono certa che non puoi assolutamente negare la condizione precaria nella quale vive la scuola, una condizione che si trascina da decenni e che i vari interventi hanno ‘impiastricciato’ ancora di più. Di esempi ne potremmo (sia tu che io) fare un’infinità. (continua) -
E poi hai fatto come i salmi, che finiscono tutti in gloria, e quindi qualunque discorso finisce con quel malefico di Berlusconi.
Ma si parlava di scuola. Sono certa che non puoi assolutamente negare la condizione precaria nella quale vive la scuola, una condizione che si trascina da decenni e che i vari interventi hanno ‘impiastricciato’ ancora di più. Di esempi ne potremmo (sia tu che io) fare un’infinità. (continua) -
Tu stessa hai insegnato al professionale, una splendida scuola – sulla carta – che è stata ridotta ai minimi termini soprattutto qui nel meridione. E allora quale scuola vuoi salvare?? E’ una scuola da riformare, da ristudiarla, per renderla adeguata alle esigenze dei nostri ragazzi e nostre. Qualunque legge ha delle sfaccettature che non ci piacciono, ma non si contestano così: trascinando i ragazzi e i bambini in piazza. (continua)
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Nessuno licenzierà i maestri (verranno collocati in altra maniera), nessuno dequalificherà il lavoro del buon professore (anzi finalmente verrete riconosciuti come liberi professionisti) .. i tagli ci saranno, ma nelle Università! In nessun paese né liberale né ‘stalinista’ hai un nepotismo simile a quello del nostro Paese e tanti nei ancora.
Ma abbiamo due maniere completamente diverse di vedere e leggere, pertanto potremmo stare qui giorni interi a discutere e (continua) -
non mi sembra il caso. Se sei democratica veramente, conosci la legge dell’alternanza e allora cara Ornella, se mai un giorno dovesse tornare un governo di sinistra si potrà fare come avete fatto fino ad ora (… ridurre la scuola ai minimi termini) Ora date il tempo di costruire così come si pensa possa funzionare, poi ne riparliamo….
Ciao a tutti. Fiorella -
Ahhhhh! Dimenticavo! Enza, io non ho nessun feudo da difendere… lo so che la scuola è indietro, ma dall’età feudale ne è uscita da un po’ mi pare o no?????
Ciao a tutti. Fiorella -
sono stata a roma. a vedere quanti siamo. tanti. di destra e di sinistra. allora qualcosa non quadra, fiorella 55…io sono scesa in piazza per difendere un bene di tutti, la scuola pubblica. che con decreti e finanziaria d’agosto (ma quale riforma?) riceverà il colpo di grazia. tu invece, fiorella, perchè alzi la voce e accusi? sarà mica per difendere il “tuo feudo”? potevate dirlo! studiavano solo i figli dei ricchi e la costituzione diventava la fiaba della buonanotte!
enza barbone -
Sig.ra Maione,
credo che dovrebbe sostenere i ragazzi che vogliono studiare e fare l’insegnante,sempre se lo è perchè non mi è chiaro.Quanto agli studenti bitontini, mi chiedo come mai non protestino mai contro il vuoto culturale e intellettuale che c’è a Bitonto, contro la delinquenza e le cattive abitudini dei bitontini.Forse perchè i primi a violare la legge sono proprio loro andando a zonzo senza casco e gettando per strada la carta della focaccia.E mi fermo qui.MICHELE COTUGNO -
Sig.ra Maione,
credo che dovrebbe sostenere i ragazzi che vogliono studiare e fare l’insegnante,sempre se lo è perchè non mi è chiaro.Quanto agli studenti bitontini, mi chiedo come mai non protestino mai contro il vuoto culturale e intellettuale che c’è a Bitonto, contro la delinquenza e le cattive abitudini dei bitontini.Forse perchè i primi a violare la legge sono proprio loro andando a zonzo senza casco e gettando per strada la carta della focaccia.E mi fermo qui.MICHELE COTUGNO -
E’ vero, Fiorella 55. E’ vergognoso “strumentalizzare”.
E’ vergognoso strumentalizzare un intero popolo attraverso mezzi di “comunicazione di massa”di cui si è proprietari, il cui potenziale devastante, per le coscienze e le intelligenze, è decisamente superiore a quello delle fantomatiche armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.
(segue) ornella maione -
E’ vero, Fiorella 55. E’ vergognoso “strumentalizzare”.
E’ vergognoso strumentalizzare un intero popolo attraverso mezzi di “comunicazione di massa”di cui si è proprietari, il cui potenziale devastante, per le coscienze e le intelligenze, è decisamente superiore a quello delle fantomatiche armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.
(segue) ornella maione -
E’ vergognoso procedere a “riforme” di un campo così delicato come quello dell’istruzione, attraverso la formula golpista del decreto, senza tener presente ciò che i veri soggetti del mondo della scuola vorrebbero che fosse seriamente riformato ( perché se è vero – ed è vero!!- che la scuola italiana ha bisogno di riforme, queste non si possono ridurre a “meri ed indiscriminati tagli”). (segue)
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E’ vergognoso ritenere che il popolo mobilitato nelle piazze di ogni città d’Italia, in queste ultime settimane, sia composto da una massa di ignoranti fantocci nelle mani “di insegnanti di sinistra e di estrema sinistra”, così come è vergognoso ritenere che lo stesso popolo non conosca o non sia in grado di “leggere la legge Gelmini” o la “mozione Cota” o il testo della Finanziaria o la bozza di Riforma “Aprea!
(segue) -
Sanno leggere, Fiorella55. Gli italiani sanno leggere, hanno letto ed hanno anche capito.
Gli italiani, per fortuna, sono stati in grado di capire cosa si nasconde dietro la Riforma Gelmini e tutto ciò che le ruota intorno: non solo un piano di “risparmio” della spesa pubblica, ma un delirante progetto di reductio ad unum del pensiero.(segue) -
Un graduale ma implacabile impoverimento della “quantità e della qualità dei Saperi”, in vista di una società sempre più povera culturalmente e più facilmente manovrabile e gestibile.
Vergognoso è mentire, sapendo di mentire, al solo scopo di garantire interessi di parte; di una parte tutta rivolta alla salvaguardia del “privato”a scapito di ciò che appartiene e deve continuare ad appartenere alla collettività.(segue) -
Non ci stiamo, Fiorella55.
Noi ci stiamo noi, “insegnanti di sinistra e di estrema sinistra”, ma non ci stanno neanche (è questo per chi ci governa è gravissimo) milioni di persone “non di sinistra”, uomini e donne “comuni”, che non vogliono immaginare, per le generazioni che verranno, un futuro deprivato di conoscenza e di libertà. (segue) -
Per questo siamo in tanti. Per questo in piazza a Roma e nelle altre città d’Italia eravamo una marea, un’onda che ha detto di “no”. E che continuerà a dirlo, a prescindere da ciò che pensano o dicono o vogliono i partiti “di sinistra”.
Ornella Maione, insegnante di “estrema sinistra”
Ps . Vergognoso è anche non avere il coraggio di firmarsi col proprio nome e cognome.
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Mi scuso con la redazione per la lunghezza del commento, ma si comprenderà l’urgenza e il bisogno di far chiarezza sopra una questione tanto delicata. Vi ringrazio per l’ospitalità. ornella maione
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Tuo figlio e’ svogliato? Si droga? Non fa mai quello che gli dici? Vergognoso! Ma da oggi non e’ piu’ un problema! Chiama un insegnante di sinistra o di estrema sinistra e in un men che non si dica verra’ manipolato e fara’ solo e soltanto quello che tu gli dirai, pensera’ solo e soltanto cio’ che tu gli farai pensare! Prova anche tu un insegnante di sinistra o di estrema sinistra. E passa la paura.
Pubblicita’ Progresso. -
Ancora questa polemica. Ma guardi sig.ra Ornella che se lei girasse il mondo vedrebbe veramente come deve funzionare un paese e una scuola normale. In italia ci sono sprechi,università e corsi che hanno più insegnanti che studenti.Le sembra giusto?Lasci perdere l’aspetto educativo, quello si può e deve trasmettere a prescindere,non servono sempre i soldi per insegnare il sapere e l’educazione.Faccia bene il suo lavoro e pensi meno alle polemiche sterili.Michele COTUGNO







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