Aste fallimentari, dubbi sul personale interno

La Redazione
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Che ci fosse qualche dubbio sulle aste fallimentari, sempre più frequentate da loschi figuri, era acclarato. Ma adesso siamo ben oltre una semplice perplessità. A sancire i sospetti ci ha pensato, finalmente, l’inchiesta sui presunti acquisti facili, da parte dei clan criminali, alle aste suddette.

I sostituti procuratori della Dda (Direzione distrettuale antimafia), Elisabetta Pugliese e Giuseppe Scelsi, infatti, stanno verificando le posizioni di alcuni del personale interno alle aste fallimentari. Dunque, potrebbe, se accertato, trattarsi addirittura di collusione tra i clan e il persone amministrativo.

Al momento, come spiegano fonti della Distrettuale antimafia, i sostituti procuratori stanno vagliando alcuni carteggi, provenienti dalle aste di Bitonto (già indagati esponenti del clan Valentini), di Bari e di altri paesi limitrofi al capoluogo pugliese. Da indiscrezioni, che al momento non avrebbero ancora trovato conferma con prove tangibili, ci sarebbero accordi con i clan per comprare beni immobili di grosso valore a basso costo. Quindi, non più l’acquisto dei beni con la forza intimidatrice nei confronti di altri acquirenti. Ma accordi precisi. Già qualche collaboratore di giustizia, Francesco Scorcia per esempio, ne ha illustrato le modalità d’intesa.

Dunque, la malavita muta pelle per mimetizzarsi nel vivere civile ed inquinare i gangli più nascosti dello Stato.

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Commenti

  • framarshall77 (utente non verificato)

    PENSO CHE HA BITONTO IL GRUPPO DI MALAVITOSI CHE HANNO IL MONOPOLIO SULLE ASTE E FANNO AZIONE DI DISTURBO ALLE ASTE CON MINACCE E IMBROGLI SI CONOSCANO. ANZI QUALCUNO E’ STATO ARRESTATO, COME TERLIZZI MICHELE… MA ALTRI COME I FRATELLI TERLIZZI, PAGNOTTA, MONTE ECC… CONTINUANO A PADRONEGGIARE SULLE ASTE E NESSUNO LI CONTRASTA. E POI INSIEME A LORO C’E’ NE SONO TANTI ALTRI. INDAGATE FINALMENTE!!!!