Dalla schiavitù alla clandestinità il passo è breve

La Redazione
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La denuncia arriva dalla Cgil di Bari, per la precisione da Giuseppe De Leonardis, segretario provinciale della Flai (agroindustria) e Azmi Jarjawi, responsabile del Coordinamento provinciale immigrati.
Sono loro che hanno informato di tutto pure il prefetto di Bari, Carlo Schilardi, il questore di Bari Vincenzo Speranza e i governatori della Regione, Nichi Vendola e della Provincia di Bari, Vincenzo Divella.

Ecco di cosa si tratta. “Si sta ripetutamente verificando nella nostra provincia un giro di malaffare tra vari soggetti, un nuovo mercato degli schiavi”, si legge nella lettera. Dunque, approdano nel Belpaese (che, in questo caso, proprio bello non è) con il visto per lavoro stagionale, dopo aver sborsato 6mila euro – per una speranza di cambiamento si fa questo e altro – all’intermediario marocchino che vive in Puglia. Nelle mani hanno il contratto d’assunzione spedito dal datore di lavoro. Contratto con tanto di nulla osta rilasciato dallo “Sportello unico” provinciale per l’immigrazione attivo nella prefettura di Bari.

Una volta in Puglia, l’assunzione svanisce, l’alloggio pure, perché il datore di lavoro si dichiara indisponibile all’assunzione e il marocchino amico fa minacce pesanti se non fanno le valige e tolgono il disturbo, finendo così d’infastidire l’imprenditore. E per loro, tutti marocchini, non resta che rifugiarsi nella clandestinità. Con la prospettiva, quasi certa, di tornare in patria, dopo essere passati dalle sbarre dell’ex Cpt, ora Centro di identificazione e espulsione.

De Leonardis e Jarjawi stanno seguendo il caso di nove marocchini. E chiariscono: “Questa situazione, ormai già ripetuta per tre aziende agricole, una di Canosa, una di Bitonto e una di Ruvo, ci lascia presupporre l’esistenza di un giro non legale tra aziende e nuovi caporali extracomunitari, che utilizzando impropriamente una legge sul lavoro stagionale, lucrano sul bisogno del lavoro di questi soggetti deboli, che una volta arrivati in Italia, non solo non vengono avviati al lavoro, ma vengono cacciati nella clandestinità, a causa anche di una recente interpretazione ministeriale restrittiva di diniego della concessione di permessi di soggiorno per attesa occupazione”.

In un mondo dominato dal Dio Soldomilionemiliardo, anche il destino di uomini disperati è diventato un business. Cinici e famelici, vi si avventano sopra iene senza scrupoli per arricchirsi facilmente e illecitamente.
Probabilmente, trovano pure imprenditori pronti ad offrire il destro, tanto alle imprese non succede nulla. Per questo, l’anno prossimo, c’è il rischio serio che il “giro” possa di nuovo essere messo in moto.

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