Il mito di Jim Morrison rivive con il libro di un giovane salentino
Francesco Guadalupi presenta presso il Salotto letterario “Degennaro” una biografia dell’artista
Il "Salotto letterario" sen. G.Degennaro è stato il teatro di un incontro letterario che ha acceso gli animi di coloro che tra gli anni sessanta e settanta hanno vissuto la travolgente valanga dal nome Jim Morrison.
Presso il suddetto salotto è stato presentazione il libro "Light my fire. Versi poetici e dichiarazioni di guerra di Jim Morrison", Aliberti editore, scritto da un giovane giornalista salentino, Francesco Guadalupi, amante delle cosiddetta letteratura maudit della quale, e forse anche impropriamente, fa parte il famoso leader dei “The Doors”.
Durante la serata, purtroppo per problemi tecnici non sono stati proiettati dei filmati che vedevano il cantante in opera, ma la passione del giovane autore e l’entusiasmo per un personaggio controverso ormai icona di un’epoca, hanno reso molto interessante il dibattito. Il titolo del libro prende spunto, da una famosa canzone dei “The Doors”, simbolo del periodo di ribellione che ha visto, negli anni Sessanta, l’America come protagonista. Il cantante, definito ad unanimità un genio, ha segnato un’epoca non solo perché, come spesso siamo abituati a pensare, simbolo della mondo in ribellione contro l’omologazione imperversante, ma perché vero e proprio teorico di quella che il cantante stesso definiva come la sua religione, libera dai preconcetti strutturati in una ormai “anziana” società. La filosofia di Jim Morrison, (perché di filosofia si deve parlare!) auspicava la conoscenza visionaria che misura l’artista con l’ignoto e la pienezza esistenziale, che non lecitamente riusciva a raggiungere attraverso l’uso di sostanze stupefacenti.
Nel corso della serata a molti è sembrato opportuno domandare all’autore, perché analizzare la vita, il pensiero e le opere di un personaggio ancora oggi cosi controverso. Francesco Guadalupi ha risposto con la sua curiosità, è semplicemente partito dal fenomeno che vede e ha visto, gli adolescenti come inconsciamente vittime di false tradizioni che attribuiscono a Jim Morrison le frasi stereotipate spesso riportate sui muri o sui diari scolastici. È proprio per demitizzare queste frasi che l’autore ha voluto fare luce su colui che è stato anche definito il “Profeta della verità”.
Canzoni, dichiarazioni alla stampa, versi delle poesie e delle canzoni, in questo libro c’è tutto quello che il cantante ha detto e scritto, raccolto e riordinato dallo scrittore salentino. Nel dibattito è emerso il notevole eclettismo letterario di cui è stato protagonista il cantante che purtroppo è scomparso all’età di 27 anni, con citazioni che spaziano da William Blake, Sofocle, Arthur Rimbaud (con il quale è facile fare un parallelismo), Friedrich Nietzsche, teorico della cosiddetta “morale del gregge” alla quale ben si addice il pensiero del cantante, Aldous Huxley, autore del libro “Le porte della percezione” dal quale la band di Morrison ha mutuato il nome e la teoria di scardinare le porte alla riflessione e alla conoscenza di se stessi, liberandosi dai pregiudizi quotidiani.
Il pensiero di Jim Morrison è stato spesso oggetto di speculazione politica, il contenuto di “Light my fire. Versi poetici e dichiarazioni di guerra di Jim Morrison”, aiuta a capire come sia riduttivo analizzare il prodotto di una mente geniale a scopi puramente politici. In realtà personaggi come Jim Morrison devono essere considerati semplicemente come degli artisti il cui pensiero, condiviso o meno dalla gente, ha cambiato e affascinato la realtà di un’intera generazione.
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