Tra passato e presente “Sul filo di Lama”

Mario Sicolo

I pannelli sono a cura del Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Bari

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La mostra inaugurata ieri sera nei corridoi luminosissimi (metafora, secondo noi, della funzione della struttura, ndr) dell’Istituto "Maria Cristina di Savoia" dal titolo "Sul filo di Lama" ricalca le linee direttive del Sitrus, il Sistema innovativo per il Turismo Rurale e Sostenibile, ed è un altro importante passo avanti verso la più compiuta valorizzazione del vallone del Tiflis.

I pannelli realizzati, egregiamente e dettagliatamente, dal Dipartimento di scienze dell’Antichità dell’ateneo barese ripercorrono la storia di questa vena verde che per gran parte attraversa Bitonto. Raccontano il nostro passato, tutto quel dipanarsi suggestivo d’una civiltà che, oggi, pare aver perduto memoria di queste radici.

Le foto degli artisti Makis Vovlas, Antonio e Roberto Tartaglione, Stefano di Marco, coordinati dal gusto di Mimmo Ciocia, fanno rivivere in bianco e nero l’incanto malinconico della natura.

Marco Tribuzio, responsabile del Cea Elaia, ha presentato la serata, rendendo grazie all’attuale amministrazione e, doverosamente, alla giunta Pice – a proposito, l’ex primo cittadino era assente per un concomitante convegno sulla lingua latina: il primo amore non si scorda mai… – che ha dato più d’un impulso all’iniziativa.

Il vicesindaco Domenico Damascelli, portando i saluti del sindaco Valla, ha sottolineato l’importanza d’avere "un polmone verde proprio nel cuore della città, dal momento che la Lama accarezza Bitonto". "Ora è il momento di ottimizzare tutti gli sforzi fatti finora per tradurre in azione le parole, anche per dare uno slancio turistico ed economico a questo raro tesoro naturalistico", s’è augurato l’assessore al marketing territoriale.

Al prof Enzo Velati del Cnr è toccato descrivere "l’alta valenza scientifica" di tutta l’opera.
La professoressa Mariella Cassano, dal canto suo, a nome dell’Università di Bari, ha ricordato "il rapporto da sempre proficuo con il comune bitontino" ed ha elogiato il lavoro svolto dai suoi collaboratori e, soprattutto, dal prof Silvio Custode Fioriello, "che è stato magna pars del progetto": "i nostri studi confluiranno nella Carta dei Paesaggi della Regione".
"Ne seguo tanti di progetti, ma devo dire che questo è davvero perfetto nella sua realizzazione", ha commentato l’ing. Michele Stella.
Last but not least, il presidente dell’Istituto ospitante, il prof Giuseppe Elia, ha rimarcato "il valore sociale e pedagogico dell’evento, perchè l’azienda per i sevizi alla persona "Maria Cristina" deve essere aperto alla comunità per divenire finalmente un contenitore culturale e didattico".

Dunque. Tutto splendido, per carità.
Però, noi, laggiù, ci vediamo ancora rifiuti di ogni sorta e disordine vario, per non parlare di costruzioni quanto meno strambe e curiose. Sappiamo che danari ce ne sono, anche a profusione. Le parole, prima o poi, pur se belle, finiranno.
Vogliamo cominciare a rivoltare come un pedalino la nostra Lama?

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