Bitonto diventa succursale di Bari?

La Redazione

Vincenzo Fiore si interroga sul Piano Strategico Metropoli Terra di Bari

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Riceviamo e pubblichiamo il pensiero del leader de "la gente" Vincenzo Fiore sull’approvazione del Piano Strategico Metropoli Terra di Bari.

Un argomento che mi ha sempre appassionato sin da quando l’ex ministro per il Mezzogiorno, l’on Michele Di Giesi, avvertì nel lontano 1979 la necessità di avviare il "progetto speciale per l’Area Metropolitana di Bari" che doveva significare, specificatamente per Bari, da una parte la valorizzazione della posizione costiera del capoluogo e dall’altra la soluzione del nodo ferroviario che spaccava e spacca letteralmente la città in due, cui fece seguito la querelle tra i sostenitori della stazione di testa e quelli della stazione di coda.
Da allora è partito il discorso dell’Area Metropolitana di Bari fino a giungere ad oggi con la individuazione delle 9 aree metropolitane, Bari compresa e conseguente individuazione delle 9 città che non poche ripercussioni avrà in termini di gestione politica e sociale dei relativi territori. Ad esempio il sindaco di Milano, Letizia Moratti, afferma di essere pronta a rimettere il mandato di sindaco in caso di definitiva costituzione della Città Metropolitana con conseguente scioglimento della provincia, per andare a nuove elezioni come candidato sindaco della città metropolitana.
Cosa significa? Sparizione anche dei consigli comunali dei comuni facenti parte della città metropolitana di Milano e quindi sparizione del consiglio comunale di Milano?
D’accordo con questa linea si dichiara anche il presidente dell’amministrazione provinciale di Milano, il piddiano Filippo Penati. Il tutto, a leggere le dichiarazioni sia della Moratti che di Penati, sarà più chiaro a fine di Luglio quando ci sarà un ulteriore incontro tra i sindaci dei comuni delle città metropolitane e il ministro dell’Interno.
Non nascondo che sono stato tentato di chiedere copia del provvedimento prima che il consiglio comunale si riunisse per poter scrivere alcune osservazioni e farle al consiglio comunale e alla stessa maggioranza.
Ma ho preferito non espormi, sperando che il consiglio comunale e per esso la maggioranza di centro destra di Bitonto non cadesse nella trappola e ponesse paletti non solo di chiarezza ma anche di forza e di partecipazione effettiva al processo di formazione dell’Area metropolitana Terra di Bari, sgomberando il campo da mire egemoniche della città di Bari e di chi oggi la rappresenta. Invece, silenzio! Anzi, accondiscendenza.
Qui nasce il mio stupore e il non poter più tacere, avvalorato dal tuo articolo. Come, mi domando, la maggioranza di centro destra approva supinamente e non reagisce? Non organizza, in omaggio alla partecipazione e alla condivisione, come ha fatto o sta facendo Corato, un forum prima del consiglio comunale, in modo da coinvolgere tutte le forze culturali e sociali della città e far assumere dal consiglio comunale una posizione unitaria e condivisa dall’intera città? Perché a nessuno è venuta l’idea di invitare in consiglio comunale, come correlatore dell’assessore Elio Sannicandro, Nicola Pice che ha vissuto in prima persona per dieci lunghi anni il processo di formazione del Piano Metropoli Terra di Bari? Qualcuno ha giocato sulla mancanza – absit iniuria verbis – di conoscenze profonde e accurate di un consiglio comunale, come è successo per Gioia del Colle, per buona parte rinnovato? L’amministrazione di Bitonto ha chiesto l’inserimento di tecnici di propria fiducia nel comitato scientifico cui è demandato il compito di scegliere i progetti finanziabili?
Mentre mi ponevo queste domande, leggo l’articolo su "il Levante" e incomincio a trovare la conferma a quello che ho sempre pensato e ritenuto. Mi avventuro su internet, vado sul sito del Progetto strategico BA2015, leggo i verbali delle riunioni del Consiglio Metropolitano dei Sindaci che si richiamano all’Area Metropolitana e trovo altre conferme.
Bari, in vista del varo definitivo delle Città Metropolitane, con lo scioglimento delle Province ha seguito un percorso scientifico, ha dato vita una partita a scacchi per prevalere sulle altre realtà territoriali.
Sono sicuro che, se si fosse giunti al consiglio comunale dopo un forum o se, in consiglio comunale ci fosse stato Nicola Pice (e non dite che sono tifoso di Pice!) come correlatore dell’ Ass. Sannicandro, sarebbero venuti fuori, in maniera forte, i distinguo tra chi si batte per la reductio ad unum – Bari – e chi si è battuto per la unità triadica come lo stesso Pice.
Invece, approfittando della vacatio amministrativa di Bitonto e Gioia del Colle, a mio avviso, è stata distrutta la cabina di regia che prevedeva pari dignità per le tre città capofila (Bari, Bitonto, Gioia del Colle), predisponendo una governance completamente diversa che prevede un cabina di regia formata da 5 comuni scelti a rotazione completamente subalterni alle decisioni del presidente (il sindaco di Bari).
Su un argomento determinante come questo è mancata quella serenità nei rapporti istituzionali che, per esempio, è servita per approvare un documento unitario sulla questione ospedale.
Mi auguro che, se le cose stanno come vengono descritte, il percorso che porta alla creazione definitiva dell’Area Metropolitana Terra di Bari venga seguito con maggiore attenzione e consapevolezza dei problemi per evitare che Bitonto, come dice qualcuno, diventi "uno dei quartieri periferici di Bari".

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Commenti

  • giordant (utente non verificato)

    L’AREA METROPOLITANA DI BARI NON DEVE E NON PUO’ FARE DI BITONTO UN SUO QUARTIERE. BITONTO HA UNA SUA STORIA E UNA SUA CULTURA CHE NON HA NIENTE A CHE INVIDIARE A QUELLE DI ALTRE CITTA’ LIMISTROFE. PERCHE’ NON FACCIAMO QUALCOSA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI? IO SONO PRONTO A DARE IL MIO CONTRIBUTO.