La pubblicità è l’anima del commercio. Ma rispetta l’anima della città?

Mario Sicolo
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La pubblicità è l’anima del commercio.
Solo che, spesso, non rispetta l’anima di una città. Sì, intendiamo quell’afflato artistico e architettonico che la pervade silenzioso traverso i secoli.
Gli è che, da qualche giorno a questa parte, sono sbucati qui e là a Bitonto dei cartelloni non molto belli esteticamente e che si confondono con la segnaletica degli autobus.

E dire che il primo motto che si legge è il seguente: "Rispetta l’ambiente per migliorare la vita", un margheritone di campo campeggia imperioso. E, intanto, quel palo è sbucato proprio come un fungo.

“Modera la velocità, rispetta i limiti" suggerisce un’auto che sfreccia. Ma pure cercare di non essere sempre e comunque al passo coi tempi, cioè col mercato incessante della pubblicità che ogni centimetro rende venale, sarebbe una buona idea.

“Rispettate la vita, usate il casco" e in foto splendono visi di ragazzi che sorridono. Probabilmente, trattandosi della nostra città, avranno da poco buggerato un posto di blocco.

"Donare il sangue conforta la vita" e sul fondo biancorosso una goccia che s’allarga in una mezzaluna di sorriso. Sarà il sorriso di Padoa Schioppa o di Tremonti, noti vampiri?

Occhio che sta per arrivare una mezza menzogna: "Io utilizzo la raccolta differenziata, un dovere utile", e compaiono figure di varie campane per la raccolta rifiuti – che chissà dove sono in città – e un giovane che porta il sacchetto delle rimmate.

"La città cresce, un valore per i cittadini" e un omarino stilizzato sale dei gradoni cilindrici come un diagramma del PIL andando verso il sole. Sarà l’alba di un nuovo giorno?

Il dubbio viene immediatamente fugato al momento del controllo della firma: "l’amministrazione comunale". Sotto tali motti v’è riportato quanto segue: "Spazio disponibile, prenota subito tel.xxxx". Il tutto è a cura dell’agenzia pubblicitaria COMUNIcando, che ha sede nel centro Italia. Il sito da consultare è u’arguta figura etimologica www.comunicomunicano.it.

Ora. Noi non ce l’abbiamo affatto con chi lavora nel campo della pubblicità. Ci mancherebbe. L’informazione vive di essa.
L’unica cosa è che vorremmo che il volto – in particolare, quello storico – della città venisse rispettato di più. Tutto qui.

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Commenti

  • Taita66 (utente non verificato)

    I pali non li trovo brutti esteticamente, inoltre mi pare segnalino una fermata del bus…e se a questo si accompagna una campagna informativa: che male c’è?

  • apuliahealthcare (utente non verificato)

    In effetti i pali non mi sembra che siano il massimo della “gradevolezza estetica”, ma sono sempre MEGLIO di tante “facce brutte” che si aggirano per le strade di Bitonto…! Scherzi a parte, ritengo che non ci sia da scandalizzarsi per questi pali: ci sono davvero in giro attentati al’arredo urbano ben peggiori !