Nessun rappresentante bitontino nell’Ato. E che “fax”?

Mario Sicolo
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A suo tempo, salutammo con giusto giubilo l’elezione dell’allora sindaco di Bitonto, Nicola Pice, a presidente dell’Ato, “l’Ambito territoriale ottimale” della nostra regione, che, tra l’altro, partecipa persino al World Social Forum. Indubbiamente, una carica di grande prestigio. Cerchiamo di capirci di più di questo breve acronimo.

La legge Galli prevede la riorganizzazione dei servizi idrici attraverso la costituzione degli ATO ovvero perimetri di territorio delimitati con un provvedimento della Regione, al fine di superare la frammentazione gestionale esistente sia attraverso l’integrazione territoriale (definendo dei bacini d’utenza minimi) sia per mezzo dell’integrazione funzionale delle diverse attività del ciclo (captazione, trasporto, distribuzione, scarico e smaltimento).

L’obiettivo è quello di riorganizzare funzionalmente i servizi idrici del territorio sulla base dei seguenti criteri: rispettare l’unità dei bacini idrografici e il loro collegamento tra bacini contigui tenendo conto delle pianificazioni regionali di risanamento delle acque e degli acquedotti; superare l’eccessiva e inefficiente frammentazione delle gestioni con tutto quello che ciò comporta sul piano dell’adeguamento tecnologico dei servizi; definire una tariffa capace di finanziare gli investimenti necessari a migliorare le infrastrutture e a fornire più elevati livelli di servizio; conseguire le dimensioni gestionali ottimali dal punto di vista demografico, fisico e tecnico per la migliore e più economica gestione del servizio idrico anche nel senso della tutela degli utenti. Insomma, cose grosse.

Scaduto il mandato del prof a Palazzo Gentile, per raggiunti limiti di consiliature (due) e per nuove elezioni avvenute, l’importante ruolo svaniva. C’era, dunque, da rivedere la composizione del gruppo dirigente. Bisognava scegliere i nuovi rappresentanti dei comuni dell’ambito territoriale.

Dall’Ato partono le convocazioni per i soggetti chiamati in causa. Loro, la ricevuta di questo documento spedito via fax, ce l’hanno e reca pure la data giusta d’invio. Sennonché, negli uffici del nostro municipio, giammai è arrivato. Sì, non si sa che fine gli sia capitata in sorte. E questa è davvero una novità.

Un fax fantasma ha fatto irritare, e non poco, l’assessore Damiano Somma.
E, quel che è peggio, ha messo fuori Bitonto dall’Ato.

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