L’opposizione denuncia: “Non c’è la serenità giusta per dialogare”

Mario Sicolo
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E Aventino fu. Di nuovo. Anche se l’espressione non piace affatto al prof Giovanni Rossiello.

E, stavolta, non rabbia e amarezza serpeggiano nella sede del Partito Democratico, ma una sorta di tristezza ed un pizzico di delusione.

I consiglieri di centrosinistra sono tutti intorno al tavolone delle riunioni e discutono. C’è da approntare il manifesto che esprimerà tutto il loro sentire. Franco Natilla, colui che voleva vederci chiaro sulla condizione di ineleggibilità dell’attuale sindaco, è convinto che "Valla voleva effettivamente chiederci qualcosa di simile alle scuse, ma qualcuno della giunta evidentemente lo ha frenato. Eppoi, sinceramente, non ho capito l’atteggiamento del presidente del consiglio Nicola Tarantino, il cui ruolo, invece, dovrebbe tendere ad avvicinare le diverse forze in consiglio, non ad allontanarle".

Per Vito Palmieri, trattasi del "loro secondo passo falso". Vito Masciale sbandiera il regolamento della massima assise cittadina, quello che sottolinea "l’onorabilità di ogni singolo consigliere" e stigmatizza il fatto che, in queste sedute, la loro "non è stata del tutto rispettata".

E dire che, ieri sera, a prendere la parola all’inizio della seduta era stato il più giovane di tutti, Emanuele Pinto. Che aveva provato a ritendere la mano, manifestando "la massima comprensione per un uomo (il sindaco, ndr) che s’era sentito toccare su un ambito, quello della legalità, cui ha dedicato tutta la sua vita".

"Noi volevamo soltanto un segnale distensivo – chiarisce Pinto -, non necessariamente le scuse, che potevano essere contro l’orgoglio di una persona. Eppure non c’è niente di illegale nel chiedere chiarimenti sulla questione della eleggibilità o meno dell’attuale sindaco. Sarebbe un motivo di garanzia per tutti, anche per la cittadinanza. D’altronde, noi non vediamo l’ora di lavorare per la città, di sentirci utili e di espletare quel compito cui gli elettori ci hanno destinato. Però, non ci sentiamo del tutto tranquilli. Sì, non c’è la giusta serenità per collaborare, dal momento che alcuni componenti della minoranza sono stati addirittura avvicinati da personaggi particolari, che hanno consigliato loro di lasciar perdere. Ecco, non c’è la serenità per dialogare".

Insomma, Valla non fa il passo indietro e loro, i consiglieri di centrosinistra, ne fanno un centinaio, quanto basta per raggiungere la "peskara".

Fino a quando durerà questo -al principio motivato, ora un’anticchia stucchevole- minuetto?

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