Quanto pesa l’acqua sul portafogli (già magro) dell’agricoltore bitontino

Mario Sicolo
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Orazio, il poeta venosino del carpe diem, da figlio insigne della nostra terra, definiva l’Apulia siticulosa.

Dunque, non è una novità che i campi pugliesi siano condannati ad essere perennemente assetati. Le rare piogge non placano l’aridità invincibile. Anzi, spesso, quando s’abbattono acquazzoni devastanti o grandinate violente, fanno più danni che altro alle coltivazioni.

Quindi, ci vuole l’acqua. Ed è a questo punto che ai problemi causati dalla siccità si vanno ad aggiungere gli altissimi costi che gli agricoltori pugliesi devono sostenere per ‘comprare’ quegli esigui quantitativi di acqua messi a disposizione. “Ai fenomeni siccitosi – lamenta il Presidente della Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni – con gli ingenti danni già subiti dall’agricoltura e gli inconsistenti livelli d’acqua invasati nelle dighe pugliesi e lucane che mettono a rischio anche gli investimenti avviati per la nuova annata agraria, dobbiamo denunciare il costo che gli imprenditori agricoli devono pagare per poter irrigare – e soltanto parzialmente – i propri terreni. In sintesi, l’acqua è poca e quella concessa costa in maniera spropositata”. Il costo dell’acqua gestita dai consorzi di bonifica varia a seconda delle zona e le cartelle sono costituite da una quota fissa ad ettaro.

La voce ‘eccedenze’, peraltro, nel 2008 è inesistente, perché, mancando l’acqua, è impossibile che gli imprenditori agricoli ne utilizzino in misura eccedentaria. Il costo dell’acqua viene, altresì, calcolato in base ai litri erogati per ora: dai 20 – 25 €/ora pagati a Grumo Appula si passa ai 30 – 40 €/ora a Bitonto. Il prezzo più elevato viene praticato nelle zone più interne, dove i costi di sollevamento sono più ingenti. Potete immaginare quanto costi per un agricoltore irrigare i propri fondi. “Una enormità – commenta il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio – che incide direttamente sulle voci di spesa delle imprese agricole pugliesi e, quindi, ne influenza pesantemente il grado di competitività rispetto a quelle europee, competitività che l’agricoltura pugliese riesce molto spesso a sostenere, grazie all’elevata professionalità e qualità raggiunte. Ma l’acqua diviene uno strumento imprescindibile: l’obiettivo primario resta la certezza della disponibilità e l’esigenza di un forte impegno governativo alla realizzazione di progetti strutturali”.

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