In ricordo di Mariolino Licinio, gloria neroverde
L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 16, presso il glorioso campo comunale “Città degli Ulivi”. C’è da ricordare un uomo impareggiabile e, al contempo, inobliabile: Mario Licinio. Il secondo memorial dedicato al pedatore insigne s’aprirà con un quadrangolare di calcio riservato alla categoria giovanissimi.
L’evento è promosso dall’A.S.D. Olimpia – Bitonto ed patrocinata dal Comune di Bitonto, dall’Assessorato allo Sport,dalla Provincia di Bari, dal C.O.N.I, F.I.G.C, C.A.S e U.S. Bitonto.
Sul prato saranno protagoniste le seguenti squadre: A.S Bari, A.S.C Noicattaro Calcio, Andria Bat e A.S.D Olimpia di Bitonto. A presentare la manifestazione sarà un giornalista che sa di pallone come pochi e che bene ha conosciuto Mariolino, Nicola Lavacca. Presenti pure tantissimi bambini provenienti da quattro scuole calcistiche: A.S.D. Olimpia Bitonto, Il Torrione, U.S Cobra e Bellavista Soccer.
Gli sponsor ufficiali della manifestazione sono Day Optical Industries (che, in pratica, ha organizzato concretamente il quadrangolare) e l’Ottica Perrini di Bitonto.
Media partner dell’evento, invece, J&M Tourism, Radio One, Primo Piano, Da Bitonto e BitontoTV. L’ingresso è gratuito, ma se potete mettere mano al portafogli è meglio, visto che l’incasso sarà devoluto ad una famiglia bitontina che proprio non se la passa bene.
LA BIOGRAFIA
Mario Licinio, un trequartista tra ordine e fantasia
Pochi hanno saputo coniugare felicemente vita e sport come Mario Licinio.
Sia sul campo d calcio sia sul posto di lavoro, in lui la fantasia andava di pari passo col senso dell’ordine, l’anima dionisiaca sapeva ben miscelarsi con quella apollinea.
Mentre la seconda guerra mondiale andava dolorosamente spegnendosi, Mario Licinio, per tutti Mariolino, nasce a Bitonto il 18 novembre del 1945 da papà Giuseppe e mamma Anna. Completano la famiglia i fratelli Franco e Agostino. Studia ad Andria e lì muove i primi passi come calciatore imberbe e già saggio.
È trequartista talentuoso, inventa luminosi passaggi, dà preziosi consigli ai compagni, non va mai sopra le righe.
Dopo l’adolescenza andriese, una fugace parentesi ad Acquaviva. Finché, nell’anno di grazia 1965, Mariolino approda a Bitonto in quella squadra neroverde “che tremare il mondo faceva”. Dieci anni di avventure straordinarie, gesta eroiche ed enormi soddisfazioni in un gruppo saldissimo di amici inseparabili.
Il pubblico bitontino, sempre caloroso e affezionato, stima sinceramente questo numero dieci pacato e generoso. Durante questa splendida esperienza, in cui la sua maturità, calcistica e non solo, s’affina e si completa, Mario sposa Giulia Gentile nel 1972. I loro gioielli si chiameranno Giuseppe e Annalisa. Frattanto, chiude la carriera di ottimo pedatore in quel di Altamura.
È dipendente della Provincia, serio e misurato anche qui. Ma il richiamo della sfera di cuoio è irresistibile. Licinio sente di poter dare ancora tanto al mondo del pallone. Dal rettangolo di gioco alla panchina il passo è breve.
È il 1979 quando consegue il patentino di allenatore di terza categoria. Subito un lustro alla guida del Bitonto, che galleggia in Promozione. Tornerà sulla panca neroverde nel campionato ’92-’93 in Eccellenza, dopo aver condotto Altamura, Rutigliano e Palo. Fa ancora bene a Giovinazzo e torna a Via Megra con i leoncelli che si avviano mesti verso una retrocessione annunciata.
Una peculiarità lo contraddistinguerà: pur essendo stato un grande giocatore, una volta appesi gli scarpini al chiodo, non li ha più rimessi, se non, con grande sforzo, in occasione di una rimpatriata di vecchie glorie neroverdi. Anche questo è un segno inequivocabile della sua serietà.
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