Valla-minoranza, è duello infuocato

Mario Sicolo
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Rabbia. Sconcerto. Amarezza.
La sala convegni della sede del Partito Democratico (la “pescara”, per intenderci) ribolle di tutto questo.
Pugni che sbattono sul tavolo, toni alti ed agitati, occhi quasi fuori dalle orbite, parole che vogliono giustizia.

Ma cos’è mai successo?
Dunque, partiamo dal principio.

Ieri doveva essere giorno di consiglio comunale. C’erano da scegliere i componenti delle commissioni consiliari. Roba seria, per cui il concerto tra le diverse parti dell’assise doveva essere fondamentale.

Sennonché bisognava fronteggiare gli strascichi della precedente e prima seduta della stagione valliana. Quel dì era successo che Franco Natilla, vecchia volpe Pd, avesse chiesto chiarimenti sull’eleggibilità o meno del sindaco Raffaele Valla, che è pure Prefetto in quel di Foggia. Il segretario  Salvatore Bonasia, in quell’occasione, aveva dato parere favorevole. Che è sempre un parere, per quanto autorevole.

“Dunque, in quanto cittadino, oltre che di consigliere, avevo tutto il diritto di approfondire la questione, in base agli articoli 60 e 62 del Testo unico dell’Ordinamento degli Enti locali, che prevede l’ineleggibilità dei direttori generali a cariche dell’amministrazione pubblica per incompatibilità”, ha sottolineato Natilla. “La reazione di Valla è stata scomposta e violenta. Addirittura ci ha accusato di voler destabilizzare la cittadinanza e la democrazia. Proprio lui, uomo della legge, ci ha minacciato di farci vendere addirittura le case. Incredibile…Come faccio ad espletare serenamente il mio ruolo di consigliere in queste condizioni?”, rincara l’ex arbitro.

“Abbiamo subito un’intimidazione, oltre ai vari oltraggi”, gli fa robusta eco Giovanni Rossiello.
Il professore, tra l’altro, subito dopo l’intervento del primo cittadino, aveva chiesto cinque minuti di pausa dei lavori per riunire i capigruppo della minoranza per vedere un po’ il da farsi. “Non potevamo accettare una provocazione del genere”, commenta Vito Masciale. Ma il presidente dell’assemblea, Nicola Tarantino, “ha praticamente negato quanto di più elementare ci sia nel galateo delle regole non scritte di un consiglio comunale”, stigmatizza Rossiello.

“Cosa vuol dire definirci “la minoranza della minoranza”?”. E ancora: “È tornato il podestà a Bitonto?” si chiede, esterrefatto, l’ex candidato sindaco del centrosinistra.
Da un candidato all’altro, sponda mancina sempre, Franco Scauro: “Sì, noi siamo disponibili al dialogo e alla collaborazione, ma mai agli inciuci”. E, allora, l’opposizione ha abbandonato l’aula. Fine della seduta.

Prove tecniche di Aventino? “Sia ben chiaro, noi rispetteremo il mandato che ci hanno affidato gli elettori, non esiste alcun Aventino!” tuona il prof.
Il secondo round del consiglio comunale è già finito in rissa.

Da cittadini ed elettori, non possiamo che sussurrare un educato grazie di tutto. A tutti.

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