Un’idea per il 5 per mille

Mario Sicolo
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È in arrivo giugno, il famigerato mese delle tasse.
Presto, tutti quanti dovremo mettere mani nel portafogli e tra i capelli. Sono sempre tante ed esorbitanti, le gabelle, a prescindere.

Ciononostante, nel mentre in cui staremo per compiere la nostra buona azione di cittadini coscienti del nostro ruolo, avremo l’opportunità di fare una buona azione.

Già, pur in una situazione tutt’altro che divertente e piacevole, si potrebbe cogliere un’occasione importante di solidarietà e sostegno.

Gli amici dell’Associazione PlusValore Onlus – gente seria che lavora con impegno profondo ed incessante nel mondo del sociale – ci suggeriscono di devolvere loro il 5 per mille dell’Irpef.

Niente paura, non c’è da aggiungere altro a quel che versiamo, semplicemente ogni contribuente lo può destinare a sostegno delle associazioni ONLUS e delle loro attività apponendo nel riquadro previsto la propria firma ed indicando il codice fiscale dell’associazione a cui destinare la quota.
Si tratta di una diversa destinazione di una parte di tasse da pagare, a cui lo Stato rinuncia, per poterla devolvere ad una organizzazione no-profit da ciascuno indicata.

Inoltre, il 5 per mille non sostituisce e non incide sulla scelta dell’ 8 per mille da destinare alla Chiesa cattolica o alle altre confessioni religiose. Pertanto, si firmare contemporaneamente sia per il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi 2007 sia per la scelta dell’8 per mille da destinare alla confessione religiosa di propria scelta.

I modelli con l’opzione relativa al 5 sono i seguenti: modello integrativo CUD 2008, modello 730/1-bis redditi 2007, modello Unico persone fisiche 2008.

Ciascun contribuente, nella compilazione della dichiarazione dei redditi, deve firmare nella casella dedicata alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus), cioè nel primo riquadro in alto a sinistra e scrivere il codice fiscale dell’ Associazione Più Valore Onlus (C.F. 93312890721). Se ci si avvale di un’assistenza nella compilazione del rebus dichiarazione dei redditi, si può avvertire pure il commercialista o il C.a.f. di fiducia.

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