Grillo show: “Votate i nostri ragazzi, loro almeno sono incensurati”

Mario Sicolo
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Con una mezzora scarsa di ritardo – che, praticamente, corrisponde a puntualità, in tempi di campagna elettorale – sul maxischermo di Piazza Padre Pio si materializza il volto, rotondo e barbuto, del comico divenuto ormai guru Beppe Grillo. I suoi ragazzi avevano fino a quel momento parlato delle loro idee sull’ambiente e la nostra città, con fervore autentico e un po’ ingenuo. Ma, quando arriva lui, tramite videoconferenza, è una irrefrenabile eruzione: “So che la vostra terra è stupenda perché avete il novanta per cento delle cose belle che fanno splendida la nostra vita: il cibo, la natura, l’arte, la cultura. Ma è il restante dieci per cento che vi rovina”.
Nel mirino, i soliti noti martoriati dall’antipolitica: “E la colpa è dei politici che fanno tutto senza dirvi nulla e si arricchiscono con l’Ici che pagate voi. È una vergogna. Voi vedete una gru che comincia a scavare e alla fine vi ritrovate con un inceneritore o una centrale turbogas o una discarica. Non dovete delegare più a nessuno il vostro destino. Sono tutti ladri. Dovete votare uno dei nostri ragazzi. Perché, vedete, loro hanno una qualità che ormai nessuno dei politici ha: sono incensurati”.
Ecco la novità della gioventù: “Così, finalmente si potrà fare una battaglia per la coerenza. Si dovrà fare, almeno una volta al mese, un consiglio in piazza Padre Pio per rendere conto di quel che si è fatto e per decidere cosa c’è da fare, come si fa nei paesi civili, in Danimarca, per esempio”.
Il consiglio è caustico: “Lasciate perdere il voto per le politiche, lì hanno già fatto tutti gli accordi e hanno già deciso come andranno le cose, sul mio blog ho scritto sin d’ora il risultato finale. Però, a livello locale si può ancora incidere. E il 14 aprile deve essere un punto di partenza, non d’arrivo. Anzi, diamoci già appuntamento al secondo V-day del 25 Aprile, quando chiederemo l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali, che pubblicano le notizie che fanno comodo ai potenti, oltre che la chiusura dell’Ordine dei giornalisti, che fu fondato addirittura da Mussolini. Non è possibile che un nano coi capelli d’asfalto (Berlusconi, ndr) possa avere tre televisioni, un impero imprenditoriale e diventare persino presidente del consiglio. È assurdo”.
Dopo essere passato come un tornado sugli spettatori, sorridenti e amareggiati, il saluto ai bitontini è tutto dedicato in quasi perfetto vernacolo ai nostri defunti.

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