Il sogno? Entrare a teatro per vedere il film di Mezzapesa….
Più inviti che posti a sedere: tanta gente non entra…..
Il lungometraggio "Pinuccio Lovero sogno di una morte di mezza estate", per noi di Bitontolive, rimarrà un “lungomiraggio”.
Sarà stato, senza dubbio, un altro bellissimo capolavoro del regista, bitontino doc, Pippo Mezzapesa, che, nella sua giovane carriera, ha già collezionato un "David di Donatello", ma noi questo film proprio non l’abbiamo visto.
Vi chiederete: perchè? Fate informazione e non sapete che scrivere del film?
Bene, cari lettori, la risposta non ve la diamo noi, ma è giusto che ve la dia il gruppo che ha organizzato l’evento. Infatti, ho provato per ben due volte ad entrare per vedere la pellicola, ma, oggi, evidentemente, non era giornata.
Prima prova. Erano le 19 quando giungevo dinanzi al Teatro “Traetta” con tre miei amici, ma, all’entrata, il responsabile dell’organizzazione mi diceva: "Non ci sono più posti, venite alle 21 se avete l’invito, però..".
Benissimo, alle 21, la ciurma dei quattro si era dimezzata, perchè di inviti noi della redazione ne avevamo solamente due e perciò i posti a noi riservati erano quelli.
All’ingresso c’era una trentina di persone, che, già da qualche tempo, aspettavano di entrare. Dopo dieci minuti di vana attesa, il responsabile dell’organizzazione, lo stesso che un paio d’ore prima ci aveva ingiunto di tornare con l’invito, ci suggerisce: "I posti all’interno del teatro sono esauriti, non possiamo più far entrare nessuno".
Come, altre 30 persone – che sarebbero diventate di lì a poco una cinquantina – avevano l’invito e non potevano entrare?
Ma che organizzazione è mai questa? Si stampano più biglietti di quanti posti vi siano nel teatro? Davvero ridicolo, verrebbe da dire, con un velo di malinconia e tristezza. Solo a Bitonto può succedere una cosa del genere.
Noi (a fiducia, a questo punto) rinnoviamo i complimenti al protagonista del film, Pinuccio Lovero, e soprattutto al regista Pippo Mezzapesa.
Ma un consiglio glielo diamo volentieri: la prossima volta, l’agenzia che lo supporta organizzi meglio l’evento e l’afflusso degli spettatori, per evitare simili spiacevoli inconvenienti…
Commenti
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Aggiungo che è inutile rimarcare che il teatro non è certo una realtà fruibile dalla cittadinanza, a causa del ristretto numero di posti.Del resto la sua storia lo vede nascere proprio come luogo di intrattenimento per i nobili bitontini e a quanto pare, tale resterà.
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Gentile sig. Scivittaro e, in questo caso, gentili signore e signori che si sono trovati nella sua stessa situazione prendiamo atto del vostro disagio e ne siamo profondamente e sinceramente dispiaciuti.
Purtroppo (per fortuna!) nella migliore delle nostre aspettative non avremmo mai potuto immaginare di riscontrare un così felice e largo consenso al quale saremmo stati felici voi partecipaste. Ne danno conferma i due biglietti che vi sono stati prontamente recapitati. -
Con la sorpresa del successo si è aggiunto il “buon senso” di alcune famiglie che hanno pensato bene di portare al seguito tanto di prole, passeggini e nonnine che non era il caso di separare e creare ,in questo modo, ulteriori disagi in un momento di gioia e partecipazione corale: sono bastate queste condizioni – felicissime – che hanno reso subito stracolmo un teatro già piccolo e angusto per natura, per quanto meraviglioso!
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Nel rispetto delle norme di sicurezza nei luoghi pubblici, abbiamo preso – controvoglia – la decisione di chiudere le porte e negare a chi, come voi, ne aveva validissimo diritto, la possibilità di assistere alla presentazione.
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Con l’augurio che possiate accettare le nostre scuse, cercheremo di rimediare garantendovi un’intervista “a domicilio” con il regista Pippo Mezzapesa e il protagonista Pinuccio Lovero, in luogo e orario a vostra discrezione (339.17.85.344 Remo Infante-responsabile relazioni esterne) e con una copia DVD del lungometraggio “Pinuccio Lovero – sogno di una morte di mezza estate”
Makò show & tourism -
la “bomboniera Traetta”,un club privato dove i piu vicini ai lavori gongolano di loro stessi e delle loro creature artistiche.la cultura ha varie sfaccettature e nn tutte per tutti ,ma il lavoro di un regista della nostra città andava proposto in luoghi piu consoni al numero elevato di gente desiderosa di vederlo.chi dobbiamo ringraziare se in due lustri questo contenitore appropriato ad una popolazione di 60000 abitanti nn è stato mai neanche progettato???DOMANDA RETORICA?
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Un contenitore per ospitare più persone c’è già.. il corto a mio parere andava proiettato al Coviello, lì non ci sarebbero stati tutti i problemi che ci sono stati al Traetta che nasceva come “club privato” ma sicuramente oggi propone spettacoli per tutti…
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Il Teatro “Traetta”, è di tutti i bitontini……quindi essendo un lavoro interpretato da un comune bitontino, cioè Pinuccio Lovero, tutti avrebbero dovuto assistere al cortometraggio. Mi dispiace ma si sono viste le solite facce……….chi vuol capire capisca.







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