Il canto medievale torna al “Traetta”

Liliana Tangorra

Il coreografo Mauro Astolfi ha presentato i Carmina Burana

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Gli spettatori del teatro “T. Traetta” sono rimasti affascinati dalla messa in scena della coreografia di Mauro Astolfi, che, con la sua compagnia Spellbound Dance Company, ha presentato i Carmina burana.
Nel 1937, il compositore tedesco Carl Orff musicò alcuni brani dei Carmina Burana (raccolta di canti medievali), realizzando l’opera omonima. Il componimento non presenta una trama vera e propria e necessita essenzialmente di due solisti (un soprano e un baritono), due cori, un corpo di ballo e una grande orchestra. Quest’opera è composta da un prologo, che è una vera propria invocazione alla Dea Fortuna, e due sezioni. Nella prima si celebra la "Veris laeta facies" vale a dire il lieto volto della primavera. La seconda, "In taberna", è caratterizzata da canti goliardici che inneggiano all’amore e che terminano con il coro di grazie alla fanciulla ("Ave, formosissima"). Nel finale si riprende il coro iniziale alla Fortuna.
Astolfi ha scelto di rappresentare i Carmina Burana di Carl Orff per reinterpretare quei canti che sempre hanno cercato di conquistare una propria autonomia teatrale, grazie alla loro irruente forza e al loro ritmo.
Il coreografo ha fondato e dirige la compagnia Spellbound Dance Company dal 1994, e da quel momento cerca sempre di sperimentare nuovi lavori, creando, nelle sue coreografie, la commistione fra generi, andando ad utilizzare in modo non usuale tutti i movimenti che ogni forma di danza può offrire. L’esibizione dei ballerini è caratterizzata, quindi, dai contrasti tra la disciplina dello studio metodico, tipica degli abitanti dei monasteri (tribolazione e costrizione), e la ricerca dell’evasione attraverso il sesso e il cibo (gaiezza e liberazione).
Affascinate è stata l’integrazione del corpo dei ballerini con gli elementi scenici, un tavolo, due panche e un armadio a due ante. Nella parte finale dell’esibizione, durante l’invocazione alla Dea Fortuna, l’armadio ha ospitato tutti i ballerini diventando il piccolo luogo della messa in scena, all’interno del quale i ballerini hanno mostrato la loro abilità.
La continua sperimentazione nel campo della danza fa nascere l’unicità delle creazioni coreografiche di Mauro Astolfi, caratterizzate da quel cocktail di forza-energia e virtuosismo che sono alla base del successo di questa performance.

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