Omaggio al grande regista con un libro tutto da vedere
Mario Monicelli ha realizzato alcuni capolavori del dopoguerra italiano, segnando uno dei periodi più floridi del cinema italiano e, per questo, entrando di diritto nella nostra storia. È da ritenere, probabilmente, il regista che più di tutti ha interpretato lo stile e i soggetti del genere della Commedia all’italiana. Il sorriso amaro, che accompagna sempre le sue storie, e l’ironia, con cui caratterizza gli episodi degli amabili perdenti, contraddistinguono da sempre la sua opera.
I soliti ignoti del 1958 esalta un cast d’eccellenza, composto da Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale, ed è considerato all’unanimità il primo film del fecondo filone della succitata commedia all’italiana. Nel 1959, Monicelli gira quello che molti considerano il suo capolavoro, La grande guerra. Nel dittico burlesco L’armata Brancaleone (1966) e Brancaleone alle crociate (1969), il regista architetta un "nuovo" Medioevo, comico e fregiato dalla cosiddetta lingua maccheronica, un “volgare” ai primi passi (decisamente grotteschi). Tra gli altri film di rilievo, vanno menzionati La ragazza con la pistola, terza nomination all’Oscar (1968), Romanzo popolare (1974), Amici miei (1975), Un borghese piccolo piccolo (1977) e Il marchese del Grillo (1981), gli ultimi due con grandi interpretazioni di Alberto Sordi. Più recentemente, vanno menzionati Speriamo che sia femmina (1986) e Parenti serpenti (1992).
Tutto ciò, e molto altro, è raccontato nel libro “I film di Mario Monicelli” (Gremese editore) di Ivana Delvino. Nata a Bari nel 1980, ma con cognome e parenti ultrabitontini, è ora residente in Umbria, dove è praticante giornalista presso la Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. La Delvino in collaborazione con Giacomo Gambetti, grazie alla doviziosa introduzione iniziale, alle foto e alle schede tecniche dei sessantaquattro film di Monicelli, accompagnate dalle recensioni dell’epoca, ripercorre i successi del regista.
Il libro, oltre a descrivere la biografia di questo grande personaggio, è completato da un’intervista fatta dall’autrice stessa, all’interno della quale Monicelli parla della propria esperienza professionale, del suo rapporto con il mondo della televisione, della critica e della politica.
Per questo, un plauso sincero è rivolto alla scrittrice, la quale fornisce al lettore le informazioni necessarie per conoscere al meglio la carriera artistica di un personaggio, che con la sua passione ha vivacizzato sessant’anni di storia della cinematografia nostrana.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!







Strisce blu e pass disabili, a Bitonto il sospetto degli abusi per non pagare