Piazza Caduti della civiltà

Mario Sicolo

Ma è tutto il quartiere ad essere considerato di serie B

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A dare la stura è stato ancora una volta lui, Domenico Damascelli. Il capogruppo di Alleanza Nazionale – che perfino avversari politici hanno riconosciuto essere stato l’unico, degno rappresentante dell’opposizione – ha sottolineato, nei giorni scorsi, la situazione di forte degrado di piazza Caduti del Terrorismo.
Siamo sulla soglia del centro storico, a porta Robustina, cioè quella che guardava a Ruvo. Vi consigliamo di non andare a mirare lo spettacolo turpe di questo ampio campo, triste oggetto di atti vandalici. Nelle aiuole crescono rifiuti d’ogni sorta, non certo fiori. Le panche di ferro battuto resistono solo per motivi misteriosi. Un’estate, però, ne ricordiamo una piegata in maniera tale che fosse completamente diritta e obliqua. La parte anteriore, tra l’altro, era un tempo il luogo delle giostrine. Bimbi industri le hanno addirittura smontate (sì: smontate!), ferri alla mano. Più distruttivi di Attila, coloro che vi hanno giocato hanno abraso perfino l’erba sintetica. E non parliamo, poi, dei bagni pubblici, inguardabili, che vi hanno costruito dinanzi. Quei tre rotoli di cemento, colorati di cupo verde, sono stati in principio aperti solo per i commercianti del mercato di fronte. Poi, pian piano, divenuti il bersaglio di assalti barbari e incivili, le porte sono state addirittura saldate. Insomma, se hai impellenti bisogni gastroenterici e ti trovi nei paraggi, ti conviene portare un catetere per risolvere il problema.
Il guaio è che l’intera zona da sempre appartiene a quella parte di città considerata di serie cadetta, dove di rado si vedono lampeggiare volanti, anche se ce ne vorrebbero lì più che altrove. L’assessore all’ambiente, Vito Cazzato, esprime tutta la sua amarezza: “Quel quartiere lo conosco benissimo, avendoci vissuto gran pare della mia giovinezza. Su quella piazza, tra l’altro, il Comune ha approntato ben tre interventi, non è sempre colpa degli amministratori se sono i cittadini stessi a rovinare quello che noi cerchiamo di realizzare”. E, concludendo, osserva: “Ciò che più mi fa paura è l’indifferenza dei bitontini che girano la testa, quando vedono un misfatto avvenire sotto i loro occhi. Deve cambiare la nostra cultura. Quel che non è strettamente personale deve, comunque, interessare in quanto appartenente alla comunità”

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Commenti

  • revolutio (utente non verificato)

    Concordo con questa frase:”…sono i cittadini stessi a rovinare quello che noi cerchiamo di realizzare…” e ancora “…Deve cambiare la nostra cultura…” Siamo noi i primi colpevoli. C’e’ una maleducazione sconcertante! I bambini hanno dei cattivi esempi ovunque rivolgano il loro sguardo, come possono diventare crescendo dei cittadini attenti e rispettosi della propria citta’?
    Mai come ora e’ piu’ giusto un detto foggiano (modificato) FUGGI DA BITONTO NON PER BITONTO MA PER I BITONTINI