Bitonto-Quarto 1-1

Pasquale Scivittaro

Scialba prestazione dei neroverdi, contestati a fine gara

0 commenta

I TABELLINI
Bitonto: Galeano, Ciofani, De Pasquale, Sanso (Costantino), Scarlato, Marcosano, Lisi (Giuntoli), Cantatore, Ferrara, Buttazzoni, Potenza (Manzo). A disposizione: Montagna, Di Donato, Di Matera, Taccarelli. All.Altamura.

Quarto: Afeltra, Manna, Ursomanno, Riccio, Casapulla, Flauto, Pantuso (Carandente), Buonocore, Castellano (Cioce), Rega, Pietroluongo (Panella). Adisposizione: Navarra, Frattasio, Maddaloni, Langella. All. Pirone.

Marcatori. 60’ Buttazzoni, 93’Flauto

Note: spettatori 300 circa, ammoniti: Marcosano, Flauto. Espulso Riccio per gioco violento.

Adesso la colpa sarà certamente di mister Altamura se il Bitonto impatta in casa e non riesce a centrare il bottino pieno…Prego, fatevi avanti, cominciate a criticare anche lui e, se ci riuscite, fatelo cacciare.
Nella prima gara senza la guida Zunico, i ragazzi di nero verde vestiti (oggi di bianco, ndr), incappano in una di quelle giornate che fanno pensare quanto sia bello starsene a casa per una bella pennichella pomeridiana. Brutta partita, che quasi eravamo riusciti a scippare con un colpo di testa del solito Emiliano Buttazzoni, incontenibile, e che alla fine abbiamo pareggiato per una disattenzione difensiva ed un tiro sotto l’incrocio dei pali.
Mister Altamura rivoluzionava l’undici di partenza per la sua prima gara da allenatore. Davanti a Galeano schierava Ciofani, De Pasquale, Scarlato e Marcosano, mietendo subito una vittima eccellente: Di Donato.
A centrocampo altra rivoluzione, dettata dagli infortunati però. Con Potenza, Sanso, Cantatore e Buttazzoni, l’escluso eccellente stavolta era Vincenzo Manzo. In attacco il mister tarantino si affidava a Ferrara e Lisi, con Giuntoli pronto ad entrare a partita in corso.
Pirone schierava una squadra coperta con i soli Castellano e Rega con licenza di offendere, ed il jolly Langella in panchina.
Primo tempo davvero triste, con due uniche emozioni firmate Ferrara, in capo e in coda della prima metà gara. Dapprima protestava per un rigore non concesso, apparso netto, per un’entrataccia di un difensore; poi, quando il tè caldo era ormai pronto, servito da Sanso, a due passi dalla porta incocciava di testa fuori dal bersaglio. Sfigato e frustrato!
Il secondo tempo filava via senza grossi patemi fino a quando, da una punizione di Marcosano, sbucava la testa di Emiliano Buttazzoni che scongelava la partita a favore dei neroverdi. Da questo momento in poi il fantasista argentino, come d’incanto, cominciava a sfoderare giocate che Giuntoli e Ferrara non sapevano capitalizzare al meglio. E, quando già si pregustava la dolcezza della vittoria, Marcosano di testa regalava il pallone al limite dell’aria a Flauto che, con un tiro al volo, spediva la palla nel sette e fissava il punteggio in parità.
Tra la disperazione dei giocatori neroverdi, agguantati ancora da una prodezza, il sig. Zambon metteva fine all’ostilità.
Dagli spalti cominciavano a piovere contestazioni contro qualche calciatore reo di comportamenti troppo amichevoli con i giocatori del Quarto. Mi chiedo: se pensate che i calciatori, gli allenatori si vendano le partite, che venite a fare allo stadio? Solo per sfogare le frustrazioni settimanali?
Perché credere nel calcio se non si crede nell’onestà dei suoi protagonisti? Domande semplici, banali, ma quanto mai attuali per la nostra realtà…
Però già dimenticavo. Adesso Giacomo Zunico, l’uomo che  ha guidato al terzo posto una realtà abituata alla serie B, l’uomo che ci ha regalato un sogno, non c’è più. E bisogna individuare qualche altro capro espiatorio su cui puntare l’indice…

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!