Il Bitonto fermato a Pomigliano

Pasquale Scivittaro

I neroverdi, battuti col minimo scarto dalla compagine campana, restano a -8 dalla vetta

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I treni passano una sola volta nella vita. E, quando passano, bisogna sfruttare quel carpe diem, quell’attimo fuggente, che ti può cambiare la vita.

La squadra di Zunico è arrivata in ritardo e l’ha perso, lasciando sul campo del Pomigliano le ultime speranze di promozione diretta. Infatti, si doveva e si poteva approfittare della contemporanea sconfitta del Barletta a Savoia, ma il Bitonto non ce l’ha fatta. Dicendo addio, forse definitivamente, al sogno serie C.

Zunico, dopo la bella vittoria contro il Grottaglie di domenica scorsa, era costretto a rinunciare ai due cardini del gioco neroverde Iannini e Buttazzoni, avanzava a centrocampo Di Donato insieme a Sanso, Di Matera e Potenza, mentre copriva la difesa con l’inserimento di Piccirillo.

La partita, che doveva vivere soprattutto delle folate dei due talismani Potenza e Di Matera, si metteva subito male per i neroverdi già al 5’, quando, dopo una respinta di Galeano, D’Avanzo si avventava sulla palla sbloccando il match a favore dei locali campani.

La reazione dei neroverdi stentava ad arrivare e Zunico escludeva dalla contesa, già a metà primo tempo, Potenza, sostituendolo con la verve di Costantino, che si rendeva pericoloso con una mezza girata sotto porta: nessun grattacapo per il portiere campano.

La ripresa doveva essere un monologo neroverde alla ricerca della vittoria, ma, nei fatti, non si è rivelato tale. Il possesso palla, piuttosto lento, consentiva ai neroverdi di stanziarsi nella trequarti del Pomigliano, senza, però, creare problemi alla difesa locale. Le uniche recriminazioni erano per due rigori dubbi non concessi, uno dei quali su Giuntoli, parso a molti evidente.

Il Pomigliano incamerava, senza grossi affanni, i tre punti e, ora, può gestire al meglio la situazione magari sbirciando la zona play-off.

Per il Bitonto, è tempo di interrogativi. Dov’è la squadra che ha incantato nel girone di andata? Dov’è quella cattiveria agonistica che permetteva ai neroverdi di vincere le partite già nei primi tempi? Dov’è quel sogno che a lungo è stato inseguito?

E’ stato bello fin quando è durato, ma resta l’amaro in bocca per ciò che davvero sarebbe potuto accadere, se il livello delle prestazioni fosse stato costante. Peccato…

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