L’allarme della Coldiretti regionale

Siccità: Puglia in fiamme con oltre 5mila incendi in quattro settimane

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Senza piogge -36% di acqua in due mesi negli invasi. Precipitazioni dimezzate in un anno
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Senza pioggia gli invasi artificiali pugliesi hanno già perso il 36% di acqua in due mesi, con oltre 20mila aziende agricole pugliesi costrette a produrre in perdita e il rischio incendi che sta facendo bruciare la Puglia con 5.134 incendi in sole quattro settimane. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia su dati dell’Osservatorio ANBI, con i roghi favoriti dalle alte temperature oltre i 40 gradi e dalla siccità. In un anno le precipitazioni si sono praticamente dimezzate.

A causa della siccità i campi sono allo stremo e hanno già perso in media il 30% delle produzioni dalla frutta al grano, dal foraggio per alimentare gli animali al latte, fino alle olive e alle cozze, con gli effetti anche sull’annata prossima, mentre gli invasi registrano un calo progressivo dell’acqua. Ma ci sono anche aree dove l’acqua non arriva e gli agricoltori sono costretti ad abbandonare le colture, dopo i costi stellari sostenuti. Cali del 45% per i foraggi che servono all’alimentazione degli animali, del 20% per il latte nelle stalle, del 35-40% per il grano duro per la pasta, di oltre il 15% della frutta ustionata da temperature di 40 gradi, del 20% delle cozze e del 35% della produzione di miele.

Gli agricoltori hanno dovuto dire addio quest’anno in Puglia a una bottiglia di passata di pomodoro su cinque, con l’esplosione dei costi di produzione che hanno tagliato le semine, la siccità e le temperature roventi che hanno ridotto del 20% il raccolto del pomodoro da salsa destinato a polpe, passate, sughi e concentrato.

Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno inaridito i terreni, favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi spesso abbandonati a causa della chiusura delle aziende agricole che non possano più svolgere una funzione di controllo e monitoraggio per intervenire tempestivamente. Ci vorranno almeno 15 anni – spiega la Coldiretti Puglia – per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme con danni oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate. Se certamente il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo con il 2022 che si classifica fino ad ora come l’anno più caldo di sempre con una temperatura addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media storica, a preoccupare è la disattenzione e l’azione dei piromani con il 60% degli incendi che si stima sia causato volontariamente.

Per questo Coldiretti Puglia ha chiesto al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di dichiarare lo stato d’emergenza in Puglia, stretta nella morsa della siccità grave ed emergenziale, con temperature altissime già da maggio e improvvisi nubifragi, grandinate e trombe d’aria, con interventi immediati ma anche di programmazione in modo da conservare l’acqua quando ci sono eventi temporaleschi e distribuirla quando serve ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.

Una situazione sulla quale pesa in maniera determinante la mancanza di una rete d’invasi capace di trattenere l’acqua della pioggia. Ogni anno, secondo Coldiretti, l’Italia perde 500mila metri cubi di acqua al minuto che potrebbero invece garantire una riserva idrica a cui attingere nei momenti di siccità. E in Puglia oltre il 57% del territorio è a rischio desertificazione.

sabato 30 Luglio 2022

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Franco
Franco
10 giorni fa

Il solito business degli incendi, di chi li appicca e di chi li spegne.