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“Il giocatore del biliardo”: storie d’avventura a 36mila chilometri dalla Terra

Biliardo
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Complesso intreccio di vicende umane, introspezione e ricerca nel romanzo del bitontino Giuseppe Sblendorio
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Giuseppe Sblendorio, autore bitontino classe 1950, fin da giovanissimo coltiva la passione per la letteratura, la storia e la scrittura. “Il giocatore del biliardo” è il titolo del suo romanzo, pubblicato in lingua italiana e inglese.

Il volume consta di ventisette vicende più una, ambientate nel quarto millennio dopo Cristo, che intrecciandosi raccontano una storia d’avventura che sconfina nell’introspezione e nella ricerca. Un’opera narrativa poliedrica, che esprime un quadro singolare e inaspettato delle dinamiche del gioco del biliardo e si svolge in una struttura satellitare orbitante a circa trentaseimila chilometri dal pianeta Terra. I giocatori, oltre a svolgere attività professionali, sono dei veri campioni di biliardo, quasi superuomini d’interpretazione nietzscheana, intrisi di quello spirito dionisiaco che rinnova i valori morali escludendo la rinuncia e la diminuzione della vita che li declasserebbero e che pertanto considerano indegni.

Fra i giocatori si sviluppano dialoghi animosi e incalzanti, in un’atmosfera che trascende i confini di spazio e di tempo. Ciascun protagonista è impegnato in questa disputa, in una visione della Terra assunta da quell’enorme distanza, e nell’immenso universo ciascuno ha modo di aver molto più sentore dell’Onnipotente. Ciò porta i giocatori a differenziare un po’ la propria forma mentis e la volontà di potenza, riconoscendola come necessità di azione per l’uomo. Si sentono dunque più responsabili nei riguardi del pianeta e, a fronte del verificarsi di alcune manifestazioni, iniziano a supporre che le proprie azioni possano influenzare e preludere l’evolversi degli eventi sulla Terra e nello spazio.

Non a caso, dato il loro accostamento a menti eccelse quali Kant, Einstein, Cavour, nel romanzo è riportata la frase “Dalle azioni quasi perfette di un giocatore del biliardo si potrebbe ottenere un’opera d’arte metafisica”, a rappresentare l’anello di congiunzione fra l’estetica (spazio-tempo) e la logica (concetti e dottrina del giudizio) di concezione kantiana. In sostanza si vuole accennare alla pittura metafisica di Giorgio De Chirico, a quella speculazione filosofica che si manifesta tramite allusioni, scenari elusivi, abbinamenti inaspettati, come figure senza volto (manichini, nella fattispecie le biglie disposte sul piano del biliardo fermatesi dopo l’azione), tramite la creazione di un’atmosfera che riproduce uno spazio mentale.

La narrazione del GK (giocatore del biliardo filosofo) tocca anche il settore culturale, commerciale e turistico, a cominciare dalla discussione sul consumismo che si sviluppa fra i quattro personaggi denominati Tnak, Nosgreb, Itrebmilag e Ytror che, passando fra le merci esposte in un ipermercato, esprimono concetti derivanti da filosofi i cui cognomi sono la rilettura al contrario dei propri stessi cognomi, come in un gioco di specchi.

Il signor Tnak, considerando che se una cosa è moralmente obbligatoria si rende possibile il rapporto fra etica ed economia, apre la conversazione ed esprime che quella visione riflette una situazione d’accordo sbilenca. A seguire il signor Nosgreb afferma il consumismo quale slancio vitale e creativo; il signor Itrebmilag dichiara che il consumismo  è considerato un vizio che porta benessere ma anche malessere, dal momento che ci affermiamo perché consumiamo. Infine il signor Ytror rileva che, data la concitazione della discussione, le argomentazioni sistematiche e costruttive stiano prendendo forma reattiva ed edificante, come quella superclasse globale che prenderebbe tutte le grandi decisioni economiche e, sorridendo con cenno forse scherzoso, aggiunge: “Si fa per dire”.

Alcuni dei giocatori del biliardo – il GI (giocatore ingegnere), il GS (giocatore ricercatore scientifico) e l’AF (giocatore astrofisico) – alla teoria di Minkowski (quantistica dello spazio-tempo curvo) e alla teoria della relatività di Einstein, intrecciano delle storie mediante le loro azioni di gioco, ambientandole anche in epoche future.

Le grandi capacità manageriali dalle caratteristiche eclettiche (che richiamerebbero alla mente quelle del Conte Camillo Benso di Cavour) del GPS (giocatore del biliardo dalla formazione professionale politica e sociale), del GC (giocatore del biliardo commercialista), del GCM (giocatore del biliardo dall’etica civile e militare), dell’AP (giocatore del biliardo artista pittore) che, rispettivamente, narrano vicende che si svolgono durante la realizzazione di una struttura economica e commerciale basata inizialmente nelle comunità in diversi continenti; l’organizzazione e lo svolgimento del rally “Intercontinental Racing”, competizione automobilistica e motociclistica su un percorso che attraversa Europa, Africa ed Asia; la realizzazione di una vicenda di natura finanziaria ed altro; quindi la storia dall’epilogo inaspettato e sorprendente che riguarda la ricerca di un particolare e famoso diamante.

Poi la narrazione del GSt (giocatore del biliardo storico), impostata nel quadro di ricerche in mare di reperti di valore archeologico e storico intrinseco, e del GL (giocatore del biliardo legale) che presenta una storia di controversie d’interesse ambientale fra due società industriali.

venerdì 29 Luglio 2022

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