Spettacolo

“A Place Called VIVA”, su Sky Arte il docufilm di Frigobar Production

Annarita Cariello
Da sinistra: Mirko Barile
Scritto, realizzato e prodotto dai giovani talenti bitontini Mirko e Fabiola Barile, insieme a Roberto Amato
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Il prossimo 15 luglio alle 20.40 su Sky Arte andrà in onda "A Place Called VIVA", il docufilm scritto, realizzato e prodotto dalla Frigobar Production, giovane realtà creativa del territorio che vede protagonista, insieme a Roberto Amato, il talentuoso bitontino Mirko Barile. Per questa produzione, Mirko si è avvalso della collaborazione della sorella Fabiola, con la quale ha rielaborato a quattro mani la storia del VIVA Festival, la kermesse di musica internazionale che si tiene ogni estate in Valle d'Itria e che andrà in scena anche quest'anno, dal 4 al 7 agosto.

Mirko e Fabiola Barile raccontano a BitontoLive la gestazione del docufilm e anticipano i prossimi progetti in cantiere.

 

Quando è nata Frigobar e a chi è venuta l'idea di mettere in piedi una casa di produzione?

Mirko: La casa di produzione Frigobar è nata nell'ottobre del 2020, dal connubio lavorativo tra me e Roberto Amato. Abbiamo deciso di unire i nostri percorsi e le esperienze maturate negli anni, per riformulare gli schemi classici di questa professione. In poco tempo abbiamo coinvolto professionisti del settore provenienti dal nostro territorio e puntato su giovani talenti, che hanno subito sposato lo spirito del nostro gruppo.

 

Di quali produzioni vi siete occupati in questi primi due anni di attività?

Mirko: Fin da subito abbiamo ampliato il raggio d’azione di Frigobar, riuscendo a lavorare in diversi settori, anche trasversalmente differenti tra loro: moda, musica, spot… E sviluppando una serie di produzioni autonome esattamente come questo documentario.

 

Parlando del documentario "A Place called VIVA", perché avete scelto di raccontare proprio questo festival?

Mirko: Io e Roberto collaboriamo con VIVA! Festival da diversi anni, da prima della fondazione di Frigobar. Ma prima ancora, siamo stati frequentatori e fruitori degli eventi VIVA per questo considero questa scelta, una vera e propria scelta di cuore.

 

E qui è entrata in gioco Fabiola, che non è l'unica ad aver collaborato con Frigobar per il docufilm.

Fabiola: Rispetto al team fisso di Frigobar sono la figura esterna, entrata un po’ per caso in quest’avventura. Con Mirko ho cercato di mettere un po’ d’ordine a tutti gli spunti che mi avevano lanciato per ricostruire la storia di cinque anni di Viva Festival. Ma allo stesso tempo volevo che non si perdessero le emozioni che effettivamente si vivono nei giorni di festival durante i tramonti, i concerti, la giornata conclusiva aspettando l’alba. E siamo stati fortunati perché ,ad esprimere e interpretare tutto questo meraviglioso “sentire”, abbiamo avuto l’attrice di Locorotondo Angela Curri, la nostra narratrice, il collante tra le interviste e la parte emozionale a cui, da eterna romantica, tenevo particolarmente.

 

E poi com’è arrivata la collaborazione con Sky Arte?

Mirko: È nata molto spontaneamente, in generale il gruppo Sky ha sempre seguito e sostenuto il VIVA! Festival e l'operato di Turnè che ha curato la progettualità del docufilm.

 

Quali progetti ha Frigobar per il futuro? E quali sono quelli di Fabiola e Mirko?

Mirko: Frigobar non ha intenzione di fermare la sua corsa, abbiamo tante produzioni in programma e soprattutto la voglia di esprimerci anche tramite prodotti indipendenti, scritti e diretti da noi. Stiamo già lavorando su diversi fronti, con il desiderio di coinvolgere sempre un team giovane partendo dal territorio con l'obiettivo di internazionalizzare il prodotto. Ad esempio, proprio per "A Place Called VIVA!" abbiamo coinvolto altri due bitontini: Giandomenico Castellano che ha curato il sound design e la composizione musicale di intro/outro e Vittorio Berardi, un giovane e talentoso 1st AC.

Fabiola: Per il futuro? Sicuramente desidero veder crescere Frigobar perché ho la fortuna di assistere ogni giorno ai progressi ed anche ai sacrifici di giovanissimi talenti che inseguono la propria passione. Per quanto mi riguarda, invece, spero di continuare a collaborare con loro perché ho la possibilità di esprimere la mia parte più creativa.

 

Anche Giuseppe Conte, socio e cofondatore di VIVA, ha voluto riportare a BitontoLive l’esperienza del festival internazionale che ha reso la Valle d'Itria ancor più attrattiva e conosciuta in tutto il mondo, ora in maniera ancora più decisa grazie al docufilm di Frigobar.

«Cinque anni, cinque edizioni – racconta Conte – sono un pezzo importante di strada e molte volte accade che non riesci a renderti conto della strada percorsa: con il documentario volevamo cristallizzare un momento. Come quando sei in auto fermo ad uno stop e guardi dallo specchietto posteriore. Inoltre, c'è stata la pandemia: volevamo le immagini del mondo di prima desiderando fortemente potesse ritornare con più voglia di vivere e ballare e poi volevamo dare volto, voce, immagini, suoni e colori al festival ed al territorio in cui Viva è calato. Non è semplicissimo spiegare cos'è Viva ai possibili partner che incontriamo: il docufilm è stato un biglietto da visita straordinario come efficacia e potenza».

«Sono entusiasta – aggiunge – della collaborazione con il team pugliese di Frigobar. La nostra visione sin dall'inizio è stata quella di costruire, pezzo dopo pezzo nel tempo, uno staff di produzione del festival che fosse radicato sul territorio. Non per spirito campanilistico: siamo un festival musicale internazionale aperto ad ogni commistione. Ma perché riteniamo sia più semplice "sentire" Viva se sei parte integrante di questa terra stranissima, la Puglia, che è una penisola della penisola. In più vogliamo valorizzare le nostre realtà imprenditoriali: ci sono tantissime eccellenze che fanno dei lavori straordinari che hanno solo bisogno di incrociare la propria opportunità per emergere. Se possiamo, nel nostro piccolo, fare un pezzo di strada crescendo ed arricchendoci reciprocamente, siamo felicissimi».

Infine, un pensiero sulla prossima edizione del festival, la sesta che si terrà tra poche settimane: «Gli ultimi due mesi sono quelli decisivi per un festival perché si porta a dama tutto il lavoro svolto nei dieci mesi precedenti: è allo stesso tempo affascinante e spietato. La nuova edizione è pronta. Alla line up annunciata ad aprile stiamo affiancando la costruzione di una venue molto accogliente ed introducendo delle innovazioni. Una su tutte: saremo un festival cashless, senza utilizzo di contante. Infatti all'ingresso verrà consegnato a tutti quanti un braccialetto con tecnologia RFID che ciascuno potrà ricaricare in autonomia attraverso l'app Viva! Festival che lanceremo tra un mese. Ad ogni consumazione basterà mostrare il braccialetto che verrà scansionato per decurtare dal credito l'importo corrispondente. Facile e sicuro».

lunedì 13 Giugno 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:25)

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