Attualità

Bitonto ritrova la sua festa patronale, tra luci e musica

Marco Lovero
Il Quadro del Miracolo
Ieri sera lo svelamento del Quadro del Miracolo a Porta Baresana, con l'accensione della Macchina e delle luminarie
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La cerimonia dello svelamento del Quadro del Miracolo, uno dei momenti clou della festa patronale in onore dell’Immacolata, ha portato ieri sera in piazza Cavour una folla di bitontini e non solo.

«Siamo tornati a riunirci in un luogo simbolo della città dopo due anni pieni di sofferenza, solitudine, perdita di affetto e lavoro»: con queste parole il professor Nicola Pice, presidente del Comitato Festa Patronale, ha iniziato il suo discorso.

«Ci ritroviamo a Porta Baresana – ha detto – per rinnovare quest’antica tradizione popolare in cui continuiamo a ripensare alla leggenda del miracolo narrata dai nostri padri, un racconto fatto di fili indistruttibili che connettono tutto e tutti, presente e passato e che ci permette di aprirci al futuro con sentimenti di fiducia e speranza. Un racconto che ci aiuta a ricordare e ci sprona a rimuovere ogni forma di insofferenza e individualismo, a coltivare la dignità umana e ad avere attenzione, rispetto, empatia per gli ultimi e per chi soffre. In queste occasioni bisogna riscoprire i valori di solidarietà, condivisione e impegno, rinnovando l’amore per la propria città, rivendicandone l’appartenenza. In questi giorni apprestiamoci a vivere il colore delle luci, a cogliere il folklore e il ritmo gioioso delle bande. Per noi Bitonto è un intreccio di affetti, colore, suoni, pietra sonante. È materia che nasconde un’anima e un’armonia, sentendo la nostra città come uno spazio aperto di accoglienza, ricordi e desideri, come luogo di profonde amicizie, antiche e nuove. Che la città di domani sia città di fratellanza, dignità e speranza».

Subito dopo ha preso parola il sindaco Michele Abbaticchio. «Penso che l’augurio migliore per la nostra comunità – ha dichiarato – sia di ritrovare il valore della fiducia, il credere nel prossimo. In questi giorni ho pensato a Brecht quando parlava di una corrente che ci trascina in cui ci sentiamo perduti, un momento dove sembra che l’avversario abbia stravolto le nostre parole rendendole irriconoscibili. Credo che ciò descriva quello che abbiamo provato in questi due anni di dolore e preoccupazione, in cui però non abbiamo mai perso la speranza. Nulla può rappresentare il nostro sentimento e tutto quello che abbiamo provato. Nulla potrà essere più grande di Bitonto, Palombaio e Mariotto questa sera».

L’ultimo intervento è stato di don Gianni Giusto, vicario episcopale territoriale di Bitonto-Palo, che ha ringraziato «l’amministrazione comunale, le autorità e chi ha dato una mano, chi nel momento dell’emergenza si è rimboccato le maniche e ha cercato di dare il massimo».

L’evento si è concluso con le esibizioni del gruppo folkloristico Re Pambanelle e della Corale di San Leone diretti da Tina Masciale, con l’accompagnamento musicale dell’Orchestra di fiati Delle Cese. Dopo l’accensione della Macchina e delle luminarie che hanno illuminato di colori il salotto di Bitonto e corso Vittorio Emanuele, in una piazza Cavour gremita e festante si è esibita in concerto la cover band I Bambini di Vasco.

venerdì 27 Maggio 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:30)

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