Politica

Francesco Paolo Ricci ufficializza la candidatura a sindaco

La Redazione
Francesco Paolo Ricci
Lettera aperta alla città: «Mi hanno detto di mettere a disposizione i miei pregi e i miei difetti. Io ho risposto "Ci sono"»
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Francesco Paolo Ricci rompe gli indugi e ufficializza la sua candidatura a sindaco con una lettera aperta alla città, che riportiamo.

 

«Manca davvero poco al 12 giugno, quando tutti noi saremo chiamati a scegliere il sindaco e gli amministratori della nostra città. Non nascondo che molti mi hanno sollecitato un nuovo impegno per la nostra comunità e mi stanno accompagnando in questo periodo di preparazione alle elezioni. Quindi, a questo punto, desidero io stesso condividere pubblicamente il mio pensiero libero da qualsiasi condizionamento, con la voglia di includere e non escludere, di unire e non dividere.

Tutti quanti abbiamo appreso dalla stampa di discussioni, incontri, tattiche, tavoli di confronto che pur fanno parte della vita amministrativa e politica di una comunità.

Ma non vorrei che questo stia portando tutti noi a trascurare di comprendere le istanze e i bisogni dei cittadini.

Dei più fragili innanzitutto. Siamo sicuri di non aver lasciato indietro nessuno?

Chi non ha una casa, per esempio. Potremmo lavorare per promuovere progetti di edilizia sociale, di edilizia residenziale pubblica.

Chi vive nel disagio sociale. Potremmo lavorare, con le realtà consolidate presenti sul territorio, al potenziamento dei servizi socio sanitari, del welfare di prossimità le cui progettualità e co progettualità, nel solco della nuova legge sul terzo settore, meritano ancora più cura e attenzione dopo questi due anni terribili.

I minori a rischio devianza. Facciamo sintesi delle migliori prassi dell’antimafia sociale e potenziamole.
Le famiglie che hanno difficoltà a conciliare casa e lavoro. Acceleriamo e moltiplichiamo i progetti cogliendo occasioni irripetibili per Bitonto per ampliare la progettazione degli asili nido comunali garantendone, soprattutto, la loro fruizione.

Il nostro territorio, maltrattato da noi stessi, ridotto a discarica a cielo aperto, vittima di abusi e violenze. Possibile che non si comprende in maniera definitiva che le nostre campagne sono un tesoro paesaggistico, ambientale, naturale di pregio e utilità sociale? Potremmo farci custodi di casa nostra?

Il nostro patrimonio storico culturale. Diamogli un unico filo conduttore, andiamo verso una rete museale per ottimizzarne la fruizione e per una reale ricaduta positiva turistica, sociale ed economica.

Le nostre Palombaio e Mariotto. Evitiamo che siano ricordate solo in campagna elettorale.

Le attività produttive, gli esercenti di attività commerciali, le professioni. Occorre implementare i servizi che vengono richiesti, dare concreto sostegno all’esigenza di pubblica sicurezza, offrire rapide risposte alle loro necessità.

Il mondo agricolo. Facciamo in modo che diventi realmente il motore dell’economia cittadina.

Possibile che in questi mesi non abbiamo trovato il tempo anche di parlare di questi come di tanti altri argomenti cari a chi ama questa città? Condivido il riferimento di alcuni gruppi politici ad “una visione dinamica, coraggiosa e lungimirante della città”. È arrivato il momento di cominciare tutti insieme.

Mi hanno chiesto di candidarmi sindaco di Palombaio, Mariotto e Bitonto. Ho deciso di accettare per rendere concrete queste parole. Mi hanno detto di mettere a disposizione i miei pregi e i miei difetti. Io ho risposto “Ci sono”.

Voglio mettere la mia esperienza politica e ammnistrativa a disposizione di una squadra fatta di partiti e liste civiche (e non di personalismi), non in competizione fra loro, ma consapevoli delle risorse e del contributo di ciascuno.

Voglio che si parli di NOI. Se dico “IO” correggetemi.

Voglio rispettare le forze politiche che mi stanno spingendo all’azione e che rimarranno leali al mio fianco.
Voglio che il radicamento nel mio quartiere, nel mio mercato rionale, nelle parrocchie, nelle associazioni sportive che amo, la mia passione per il sociale, il mio impegno nel terzo settore, nello sport, nell’associazionismo, non siano il limite a cui circoscrivere la mia azione, ma siano stimolo per un lavoro quotidiano ed incondizionato per Bitonto, Palombaio e Mariotto.

Mi dicono alcuni amici che per loro sono un interprete entusiasta del sentimento democratico. Mi piace questa definizione. Davvero, la mia assenza dalla politica negli ultimi cinque anni, frutto di una scelta che benedico perché mi ha consentito di osservare alla giusta distanza i fatti locali, ha accentuato in me questo entusiasmo. Staremo sui palchi dei comizi cittadini nelle prossime settimane, ma il mio palco preferito sarà sempre la strada.

La porta è aperta. Mettiamoci tutti al lavoro».

sabato 9 Aprile 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:44)

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