Spettacolo

Drusilla Foer a Bitonto: «Provate a dire vaffanculo con un sorriso!»

Marco Lovero
Drusilla Foer e Franco Godi al cineteatro Coviello
Così ha chiuso il suo spettacolo l'attore Gianluca Gori, alter ego della "Eleganzissima" signora che ha conquistato il pubblico del cineteatro Coviello
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Talento poliedrico, umorismo raffinato e perfetta sintonia con Loris Di Leo (pianoforte), Nico Gori (sax e clarinetto) e Franco Godi (chitarra e direzione artistica): ecco gli ingredienti che fanno il successo di “Eleganzissima”, lo spettacolo di Drusilla Foer – alter ego dell’attore toscano Gianluca Gori – andato in scena ieri sera al cineteatro Coviello di Bitonto.

Il personaggio Drusilla si è raccontato ai 741 spettatori: l’infanzia a Cuba, l’incontro con il pianista «avente sempre l’espressione facciale di chi ha trovato le ganasce di Equitalia alle ruote dell’auto» avvenuto ad una festa noiosissima, il ricordo della «signora nonna Gera», fredda e controllata malgrado le origini partenopee, che conduceva segretamente una vita piena di viaggi e passioni e che, malgrado la sua austerità, le ha dato un insegnamento fondamentale: «Sii te».

E poi la cattiva abitudine di spiare gli altri, di «bere i loro segreti e scrutare la loro anima», interrotta quando, nascosta dietro una tenda, vide un tango fra i suoi genitori, un momento traboccante di passione, intimità e amore, la passione per la cioccolata fondente che, in una cioccolateria di Bruxelles, la porterà a conoscere un uomo, da lei semplicemente ricordato come «un giovane e tormentato amico che piegava le carte dei cioccolatini come per formare il tassello di un mosaico» che le racconterà dell’amore per Hélène, un amore impossibile a causa della morte di lei e che porterà il giovane al suicidio.

Ogni ricordo condiviso col pubblico è stato accompagnato da piccole gag e da esibizioni musicali che hanno fatto emergere il talento straordinariamente poliedrico di Gianluca Gori: dal tango al jazz bar, da un riadattamento di “I Will Survive” di Gloria Gaynor ad “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini, brano con cui ha ricordato Herve Foer, marito di Drusilla. Durante lo spettacolo la musica è diventata una vera e propria macchina del tempo, capace di rievocare ricordi ed emozioni e di trascinare gli spettatori nel mondo dell’artista toscano.

Drusilla ha concluso lo spettacolo con una serie di ringraziamenti: ai musicisti, alla «volontà, amica faticosa», al momento in cui ha capito che notare qualcosa di ingiusto nell’altro non è garanzia di essere nel giusto, all’ostilità al pregiudizio, suo tratto distintivo.

Sulle note di “Smile” di Nat King Cole ha salutato il pubblico, ricordando di «non smettere mai di sorridere, perché un giorno senza sorriso è un giorno perso», una frase di Charlie Chaplin a cui Gianluca Gori ha aggiunto un ultimo spunto di riflessione: «Il sorriso è la curva più bella del nostro corpo, dovremmo valorizzarlo di più, specialmente nei momenti di dolore, e capire che con un sorriso le cose acquistano più valore… ecco, provate a dire vaffanculo con un sorriso!».

venerdì 1 Aprile 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:46)

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