Cultura

“Rifiutando. Fiabe per adulti”: il libro di Cecilia Petta, tra fiaba e reportage giornalistico

Marco Lovero
Il libro di Cecilia Petta
Ieri la presentazione del libro al Sancti Nicolai Convivium. Insieme all'autrice il giornalista Marino Pagano, con voce recitante di Anna Schiraldi
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Fiaba e reportage giornalistico, due generi apparentemente diversi fra loro, s’intrecciano in 15 racconti che fotografano situazioni di degrado nelle terre del sud, dando voce allo sconcerto di chi si sente inerme di fronte allo scempio causato all'ambiente dagli stessi cittadini che dovrebbero difenderlo.

È questa l’idea da cui nasce “Rifiutando. Fiabe per adulti”, il libro scritto dalla professoressa Cecilia Petta, docente di lettere impegnata nella società civile e nel mondo della formazione.

La presentazione di ieri sera al Sancti Nicolai Convivium è stata arricchita dalla voce recitante di Anna Schiraldi e dagli interventi di Marino Pagano, giornalista culturale e divulgatore storico. Scopo ambizioso del libro è sensibilizzare al civismo che troppo spesso manca, a causa di comportamenti sregolati che deturpano il decoro urbano e ambientale. Lo “strumento” di quest’operazione culturale sono le fiabe, basate su fatti realmente accaduti dove i “rifiuti”, industriali e umani (come immigrati e senzatetto), occupano un posto centrale.

 

A margine della presentazione, BitontoLive ha approfondito con l’autrice alcuni aspetti del libro.

Nella sua esperienza di docente avrà notato che i più giovani non leggono e non si informano. La sua interpretazione “fiabesca” della realtà mira a rendere la lettura e la buona informazione più attrattive, più accessibili?

«Certo! Purtroppo, i dati delle prove invalsi, malgrado l’impegno dei docenti, non sono rassicuranti. La lettura va quindi incentivata, supportata e va vista come mezzo per comprendere il mondo. Bisogna credere in questa funzione sociale e civile ed occorre trasmettere la passione prima dei contenuti».

 

Il suo libro si chiude con il racconto di una donna afgana che rifiuta di prostituirsi. È una storia di riappropriazione e rivendicazione del corpo femminile in cui non mancano i riferimenti alla libertà in elementi come le nuvole. È una riflessione amara sulla figura della donna nel mondo e sul tema della parità di genere?

«Il racconto è un adattamento di una delle favole de “Le mille e una notte”. Qui si affronta un altro tipo di rifiuto, non industriale bensì umano: non deve stupire l’ambientazione della fiaba, l’Afghanistan appunto, dove la donna è ancora sottomessa all’uomo. La protagonista del racconto, una ex sposa bambina, che viene privata della libertà e addirittura sfregiata con un ferro da stiro quanto tenta di ribellarsi alle barbarie del regime dei talebani, viene trattata come un vero e proprio rifiuto “buono solo a far figli”».

 

Il libro nasconde una critica al sistema capitalista e profondamente consumista: dalla gestione dei rifiuti e della differenziata fino alla (non) gestione dei più deboli, considerati dei “rifiuti umani”. Occorre quindi rivedere la gestione della realtà che ci circonda? In che modo?

«Il nostro è un modello fallimentare e insostenibile che purtroppo è strettamente legato alle esigenze della geopolitica. Dobbiamo abbandonare la “filosofia” dell’usa e getta, iniziando a comprendere che la fine delle risorse è sempre più vicina. Dobbiamo inoltre riscoprire e ricostruire quella che Franco Cassano nel suo libro “Il pensiero meridiano” chiamava “cultura del Mediterraneo”, quel grande mare che da tempo immemore collega i popoli e di cui noi ci serviamo per respingere chi ha bisogno, un gesto che troppo spesso ha un finale tragico».

 

Lei è impegnata su vari fronti: nella scuola, nella società civile, nella formazione civile e politica con “Città dell’Uomo”. Ad aprile nascerà anche una nuova associazione, “La voce delle donne”. Il suo impegno e la sua esperienza hanno contribuito alla scrittura del libro?

«Nonostante l’esperienza passata, “Rifiutando. Fiabe per adulti” ha avuto fin da subito uno spazio autonomo, nato dalla rabbia nel vedere il degrado nell’ambiente circostante e dalla voglia di continuare una riflessione sul tema dell’ambiente. Il libro ha avuto un suo personale percorso durato due mesi in cui temi come ambiente, civismo, tutela dei più deboli e parità di genere sono narrati attraverso la magia della fiaba».

 

martedì 29 Marzo 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:47)

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