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BCC Alta Murgia, Giuseppe Giannelli nuovo Direttore Generale

La Redazione
Una filiale della BCC Alta Murgia
Cinquant'anni, di cui gli ultimi 15 alle prese con l'esperienza del credito cooperativo di cui si è occupato in diversi ruoli - Giannelli è stato nominato nuovo DG della banca che ad oggi conta quasi 4mila soci
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«La vera sfida sarà vivere con l'entusiasmo dei giovani il futuro che ci attende e restare quello che siamo nel profondo dei nostri valori fondativi. Ci riusciremo». Guarda lontano Giuseppe Giannelli, appena nominato nuovo Direttore Generale della BCC Alta Murgia che ad oggi conta quasi 4mila soci. Cinquant'anni, di cui gli ultimi 15 alle prese con l'esperienza del credito cooperativo di cui si è occupato in diversi ruoli – Giannelli ha ricevuto l'incarico su indicazione del Presidente, del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.

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«Ho 50 anni. Vivo il credito cooperativo da circa 15 e ho avuto l’opportunità di attraversarne una fase storica di grande trasformazione con un ruolo da osservatore privilegiato» afferma il neo Direttore Generale. «Da Capo dell'Ufficio Studi della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo di Puglia e Basilicata ho descritto e documentato l'unicità di un modello di fare banca che è stato vincente in un territorio in grande rinascita culturale ed economica. Ho misurato una crescita ininterrotta di clienti, patrimonio, masse intermediate e quote di mercato.

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Da Responsabile della Pianificazione Strategica ho contribuito all'apertura di decine di sportelli che hanno concretamente sostenuto quel progetto di rafforzamento e hanno reso le BCC la parte più sana del nostro sistema locale. In ultimo, da dirigente di capogruppo, ho partecipato con entusiasmo a traghettare le BCC di Puglia e Basilicata all'interno del gruppo bancario Cassa Centrale Banca, che ha blindato la sicurezza di un sistema, rendendolo il più solido nel mercato.

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In questi anni – prosegue Giannelli – ho avuto modo di vedere con gli occhi del tecnico e con la mano del pianificatore, come nessuna banca, più della Banca dell'Alta Murgia ha, posto la centralità del socio, del rapporto con il suo territorio, e della rappresentatività delle comunità locali, non come temi di uno slogan, ma come elemento fondante di un modo "Differente" di essere e fare banca. Grande è stato l'onore che il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale mi hanno fatto nell'indicare il mio nome quale direttore generale della banca. Ma ancora più grande è stato l'onore che ho ricevuto quando, cinque anni fa, mi si chiedeva di entrare, da socio cooperatore, all'interno di un progetto che avrebbe cambiato la mia prospettiva.

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Ho conosciuto quanto può essere invincibile la forza dell'economia circolare. Ho imparato il valore dell'inclusione e della forza del fare vero credito al posto di effimera finanza. Ho visto da vicino come il sostegno a progetti che il sistema non avrebbe considerato bancabili, ha trasformato idee in lavoro e dignità per giovani, anziani, famiglie, piccole imprese. 
nUn giorno, spero di poter condurre uno studio su quanti bimbi sono nati grazie ai crediti che abbiamo erogati.
nPerché quella, non dobbiamo dimenticarlo, deve essere la grande sfida del nostro tempo. 

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Ho visto la vera parità di genere affermata da donne che hanno scosso con forza vecchi pregiudizi e reso più forti, sicuri di sé e gentili, uomini non abituati a trattare alla pari con professioniste di spessore. 
nGrazie Gina Mascolo. 

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Ho imparato la differenza tra un messaggio pubblicitario e il riuscire dove altri non hanno nemmeno tentato. Oggi – sottolinea con orgoglio – sono chiamato a dirigere questo progetto e decisamente… è tanta roba.

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Il mio primo impegno sarà quello di spiegare con forza, ai miei colleghe e colleghi prima, e ai quasi 4 mila soci poi, quanto straordinaria sia questa squadra, questi uomini, queste donne che hanno realizzato un progetto incredibile, un progetto che non necessita di essere rivoluzionato, ma spinto in avanti con il ritmo stabile di una maratona. 

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Ci sforzeremo di dimostrare come la digitalizzazione, che sarà la più avanzata possibile nelle tecniche e nei processi, diverrà solo un mezzo per migliorare il nostro lavoro, e mai un fine che si sostituirà al nostro modo di fare banca, di produrre crescita, sviluppo, nuovi soci.

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Proveremo nei prossimi anni a costruire il nostro percorso fatto di più sharing e circular economy e meno di competizione capitalista. Non per essere antagonisti di altri, ma per offrire le nostre risposte ad un pezzo del mercato e della collettività che sempre più rischia di non trovare interlocutori. 

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La vera sfida – conclude il DG – sarà vivere con l'entusiasmo dei giovani il futuro che ci attende e restare quello che siamo nel profondo dei nostri valori fondativi. Ci riusciremo».

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martedì 22 Febbraio 2022

(modifica il 4 Luglio 2022, 16:58)

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